EURO 2032: a che punto è l’Italia?
Manca sempre meno al 2032 e l’Italia, assieme alla Turchia, organizzerà il principale torneo di calcio continentale di quell’anno, ovvero l’Europeo. A sei anni dalla competizione è arrivato il momento di fare il punto sulla situazione e sulle infrastrutture che dovranno essere costruite per ospitare questa importante manifestazione. Secondo quanto riportato dal sito “Calcio e Finanza”, sono undici le città candidate per ospitare la manifestazione: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Verona. Lo stesso sito racconta come l’unico stadio pronto sia l’Allianz Stadium della Juventus. Gli altri sono ancora indietro e vanno riammodernati.
Entro quanto bisogna consegnare i progetti?
La FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) dovrà presentare alla UEFA le cinque città candidate ad accogliere la competizione entro il 31 Luglio 2026, ma gli interrogativi sono ancora molti. Le altre candidature sono ancora un punto interrogativo: c’è da capire se si arriverà alla costruzione del nuovo San Siro, che è ufficialmente diventato di proprietà di Milan e Inter, e quindi ora sta alle due società procedere con la ristrutturazione (si parla di una inaugurazione del nuovo stadio milanese nel dicembre 2030). Ci sono interrogativi anche sullo stadio di Roma: bisogna capire se verrà presentato un nuovo Stadio Olimpico oppure un altro stadio (si parla del Flaminio), e anche le altre due candidature sono al momento incerte, ma presto si farà chiarezza.
C’è un rischio di perdere gli europei?
Il presidente dell’UEFA Aleksander Ceferin ha lanciato un avvertimento all’Italia in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, affermando che “le infrastrutture italiane sono tra le peggiori d’Europa. Se non saranno pronte l’Europeo in Italia non si giocherà”. Un rischio, dunque, da non sottovalutare e che purtroppo mette ancora in luce come l’Italia sotto questo aspetto sia ancora ferma agli anni ‘90, a causa dei continui problemi burocratici che riguardano la costruzione di stadi efficienti. Inoltre è sorto un altro problema, quello del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, dimissionario dopo la cocente sconfitta dell’Italia contro la Bosnia, che ci è costata la qualificazione al prossimo mondiale. Lo scenario più auspicato dai vertici del governo per sostituire Gravina è quello del commissariamento della Federazione. Tale scenario avrebbe mandato su tutte le furie Ceferin che avrebbe minacciato la revoca dell’assegnazione in caso di commissariamento. Ci sono quindi molti nodi da sciogliere entro il 31 luglio per ospitare il torneo nazionale di calcio più importante d’Europa.

