Cerchi l’anima gemella? Ci pensa l’algoritmo di Keeper
Trovare l’”anima gemella”, ammesso che ne esista una, sembra essere sempre più complicato. Gli incontri dal vivo sono spesso bloccati dalla paura del rifiuto e dalla timidezza nel fare il primo approccio. Le dating app, per molto tempo un punto di riferimento per milioni di iscritti, perdono utenti. Tuttavia, il declino dei più famosi cupidi digitali non segna la fine del settore, bensì una sua innovazione. Nel 2022, lo statunitense Jake Kozloski fonda Keeper, un servizio di incontri basato interamente sull’intelligenza artificiale che, in realtà, richiama alla mente una vera agenzia matrimoniale.
Una vetrina ottocentesca
Appena entrati nella piattaforma, l’occhio del visitatore è facilmente colpito dalla sua estetica. La tonalità verde scuro del sito, infatti, si sposa con immagini – anch’esse generate dall’intelligenza artificiale – che ricordano i dipinti d’epoca vittoriana. I soggetti dei “quadri” sono coppie giovani o anziane (unicamente etero e dai lineamenti perfetti). Slogan precisi, inoltre, fioriscono accanto agli sposi fittizi: “se sei una donna, troverai l’uomo con cui passerai tutta la vita. Se sei un uomo, troverai la donna che hai sempre sognato”. L’effetto che arriva è di essere di fronte a una vetrina che unisce le migliori strategie di visual merchandising (attrarre il potenziale cliente attraverso l’estetica dello spazio commerciale, per l’appunto) alla narrazione valoriale. Il team di Keeper, infatti, spiega che il sito si basa sulla volontà di rimettere al centro la famiglia come nucleo dove l’umano può realizzarsi e rigenerarsi, spezzando il circolo di una società giovane che, sempre più solitaria, rifugge la genitorialità. Per questo motivo, si consiglia di iscriversi solo se si hanno serie intenzioni e non si cercano storie occasionali: l’obiettivo dell’utente deve essere di trovare il suo modello di partner compatibile “a lungo termine”.
Come funziona Keeper
Per usufruire del servizio, l’utente deve iscriversi. Per le donne, l’utilizzo è gratuito. Per gli uomini, invece, è obbligatorio il pagamento — sborsando fino a cinquanta mila dollari in caso di matrimonio. Una volta superato il primo passo, è necessario fornire quanti più dati possibili su se stessi: preferenze, gusti, abitudini, tutto. A questo punto, l’intelligenza artificiale genera il profilo e inizia a cercare una corrispondenza. Quando il riscontro avviene, è la donna a visionare per prima la controparte fornita e a confermare l’interesse. Solo in caso di conferma, infatti, l’uomo può a sua volta visualizzare il profilo femminile. Se il match si rivela un fallimento, si riceve un feedback (come esempio, il sito riporta la scarsa cavalleria). Non è chiaro se esso venga ricevuto da entrambi i sessi o soltanto dall’uomo.
Tracciare il limite
L’idea alla base del progetto dimostra la forza innovatrice dell’intelligenza artificiale, nonché la sua capacità di affiancare ogni aspetto delle nostre vite. Allo stesso tempo, tuttavia, è sintomo della pericolosità di uno strumento che può non avere un punto di arrivo e che, dando forma a idee prettamente umane, non è neutro nei contenuti che veicola. Dov’è, dunque, il limite?

