La “nuova” tabaccheria, tra gli zombi di fumo, gioco e dipendenza
Attualmente 12 milioni e mezzo di italiani fumano: una persona su 4. Rispetto a 50 anni fa, le persone che fumano sono sicuramente diminuite, ma l’industria del fumo si è espansa notevolmente. Le tabaccherie, infatti, incassano principalmente grazie alla dipendenza delle persone che oltre a comprare sigarette si abbandonano al gioco, anche per ore. Lavorando come promoter di tabacco riscaldato in vari punti vendita di Roma, ho osservato il comportamento delle persone con queste dipendenze.
Il circolo vizioso delle tabaccherie moderne
Ad oggi esistono tantissimi marchi di sigarette originali di tabacco riscaldato e di sigarette con il liquido e svapo. Questi marchi alimentano un business in crescita: passare da un prodotto all’altro è ormai una prassi consolidata di tante persone. I clienti abituali sono per la maggior parte i “dinosauri” del fumo, cioè persone che arrivano al cospetto del tabaccaio che nemmeno deve chiedergli cosa vogliono acquistare, perché già sa di cosa hanno bisogno.
Un venditore li ha soprannominati “zombi”. Sono tutte le altre persone che per molto tempo frequentano questi posti. Se non si ha la dipendenza dal fumo, si entra in tabaccheria e si gioca: gratta e vinci, superenalotto, schedine. Un numero molto grande di persone gioca intere mattine o interi pomeriggi, facendo avanti e indietro dal tabaccaio con schede in mano, come se fossero appunto zombie, per tentare la fortuna sedotti dalla sete di vittoria. Chi vince qualcosa, spende nella maggior parte dei casi quei soldi in altre schedine, dando vita a un circolo vizioso. Si tratta, fortunatamente, soprattutto di persone adulte e anziane. Mi ha sorpreso ancor di più vedere chi compra i gratta e vinci e non sa neanche come si possa vincere, chiedendo direttamente al venditore se effettivamente ha ottenuto qualcosa. Sintomo di un vizio oltre che di un chiaro passatempo.
Tra tecnologia e dipendenza
Chi fa questo lavoro da anni mi ha fatto comprendere come le tabaccherie, da luoghi dove un tempo si compravano solo sigarette, cartoline o francobolli, ma soprattutto dove si pagavano le bollette, siano oggi cambiate anche grazie alla tecnologia, che ha semplificato molte procedure. Ciò che resta al di fuori delle dipendenze delle persone è la semplice necessità di spedire o ritirare i pacchi, una pratica tanto stressante quanto noiosa per chi sta dall’altro lato della cassa. Di anno in anno i costi delle sigarette continuano ad aumentare, poiché lo stato aumenta le accise. Ma non credo, nonostante il prezzo aumenti, che molti rinunceranno alla loro abitudine preferita.

