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Oltre il buio: la storia di Dias

La storia di Dias è un racconto di caduta, consapevolezza e rinascita. Oggi ha 30 anni, lavora, ha raggiunto una stabilità personale e coltiva la sua passione per la musica. Ma il suo percorso non è stato semplice: l’inizio dell’uso di sostanze in adolescenza, gli anni più difficili e poi la scelta di entrare nella comunità di San Patrignano nel 2016, dove ha intrapreso un percorso durato quattro anni che gli ha permesso di ricostruire la propria vita. Oggi Dias condivide la sua esperienza anche sui social, affrontando temi delicati come bullismo, suicidio e tossicodipendenza, con l’obiettivo di aiutare altre persone che stanno vivendo momenti difficili.

Di seguito l’intervista a Dias realizzata dalla Redazione di Aiko.

Diana: Sono contenta che siamo riusciti a organizzarci. Vorrei partire da una domanda semplice: chi è Dias oggi? Quanti anni hai e di cosa ti occupi?

Dias: Mi chiamo Dias, ho 30 anni e oggi lavoro in un’azienda a contatto con il pubblico. Conduco una vita normale, ma prima di arrivare qui ho attraversato esperienze difficili che mi hanno deviato dal percorso che normalmente dovrebbe avere una persona.

Diana: Quando è iniziato il tuo rapporto con le sostanze?

Dias: Ho iniziato molto presto, a 14 anni. A 15 anni l’uso è diventato pesante: cocaina, eroina e qualsiasi cosa potesse placare l’astinenza, anche farmaci per la tosse con codeina. Dai 15 ai 20 anni ho vissuto una vita completamente sregolata.

Diana: Cosa è successo a 20 anni?

Dias: Mia madre si è accorta della situazione e mi ha dato un ultimatum: entrare in comunità oppure uscire di casa. In realtà dentro di me sapevo già che quella vita non poteva andare avanti. Così ho scelto io stesso di entrare nella comunità di San Patrignano.

Diana: Com’è stato il percorso lì?

Dias: Sono entrato volontariamente con il supporto dei miei genitori e ho fatto quattro anni di percorso. Dopo due anni ho anche avuto la possibilità di diplomarmi: ho scelto l’indirizzo di scienze sociali, con materie come psicologia e pedagogia. È stato un percorso duro, pieno di regole e molto profondo, ma mi è servito tantissimo.

Diana: E dopo l’uscita dalla comunità?

Dias: Ho ricostruito tutto da zero. Ho trovato lavoro, ho preso una casa in affitto e per i primi due anni andavo al lavoro a piedi. Poi ho messo da parte i soldi per la patente e per la prima macchina. Ci sono voluti circa 3-4 anni per raggiungere una vera stabilità.

Diana: Oggi hai anche una passione artistica.

Dias: Sì, verso i 28-29 anni, quando la mia vita è diventata più stabile, ho iniziato a usare i social per la musica, che è sempre stata la mia passione. Nei miei video parlo anche di bullismo, suicidio e tossicodipendenza. Molte persone mi hanno scritto e questo mi dà molta soddisfazione.

Diana: Come vedi il tuo futuro?

Dias: Oggi sono grato per la mia storia. Da qui in avanti voglio concentrarmi sui miei obiettivi, sulla musica e sulle mie ambizioni.

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