Passione e Microfono, il mio diario di telecronista
Ciao a tutti, sono Giacomo Fiengo e oggi vi racconterò una mia giornata in telecronaca nel mondo del calcio dilettantistico. Tutto ciò è iniziato lo scorso anno, precisamente il 27 settembre 2024. Coltivo questa passione già da quando avevo 12 anni: giocando a Fifa sulla Playstation silenziavo il commento del gioco e mi divertivo a farlo io. Ora questo sogno sta diventando pian piano realtà. Per arrivare ad oggi, ho frequentato un corso di telecronaca con il giornalista e telecronista di DAZN Marco Calabresi, che mi ha spiegato tutti i segreti e le tecniche per arrivare a quello che faccio oggi. Terminato il mio percorso da telecronista con la mia redazione, chiederò di essere iscritto all’albo dei giornalisti della regione Lazio, per ora nell’elenco dei pubblicisti.
La settimana della telecronaca
La settimana della telecronaca non inizia il lunedì, bensì il mercoledì, giorno in cui ricevo le partite da commentare. Molto spesso commento sempre tre partite a settimana (una partita di lega Serie A calcio a 8, una partita di Serie B o A2 futsal, una partita di calcio a 11 eccellenza laziale) ma, per questioni di studio o di impegni improrogabili, cerco sempre di lasciarmi libero il venerdì per poi fare la telecronaca il sabato e la domenica. Una volta aver conosciuto l’orario, lo stadio che devo raggiungere e le gare da raccontare, scrivo un’introduzione per la partita e faccio un piccolo studio delle squadre che giocano: su un quadernino disegno il campetto dove scrivo le probabili formazioni, basandomi sui titolari del match precedente, e inserisco le statistiche utili ad arricchire la narrazione. Bastano questi pochi ingredienti affinché il commento venga pulito e interessante alle orecchie dello spettatore.
Il momento più bello del weekend
Finalmente arriva il weekend, finalmente arriva il momento della telecronaca. Alla mattina, la sveglia suona presto e quindi non posso fare troppo tardi la sera prima, se voglio arrivare allo stadio con mente lucida. Faccio una colazione non troppo pesante, preparo lo zaino dove c’è tutta l’attrezzatura: un iPhone 15 plus per la registrazione, cavalletto, microfoni, power-bank, porta telefono e porta liste. Dopo aver preso tutto il necessario, salgo in macchina e mi incammino verso lo stadio. Arrivo sempre un’ora prima del match, in modo da avere il tempo di organizzarmi e di sistemare la postazione per il commento. Trovo anche il tempo di bere un po’ di “elisir del risveglio” (il caffè) e di prendere una bottiglia d’acqua che è importantissima per mantenere pulita e chiara la voce. Una volta fatta tappa al bar, vado verso gli spogliatoi delle squadre a ritirare le distinte dove ci sono tutti i cognomi, nomi e numeri delle maglie sia dei titolari che delle riserve. Infine, risalgo in postazione e sono ufficialmente pronto a raccontare la partita.
Il post-partita
Una volta che la gara è terminata, scendo in campo per fare le interviste o al giocatore o all’allenatore delle due squadre. Non faccio domande scomode, il mio obiettivo è di mettere a proprio agio l’intervistato e cerco di analizzare anche la partita facendo domande al riguardo. Finite le interviste, ritorno in macchina e procedo con il montaggio degli highlights e delle interviste tramite l’applicazione che uso per registrare. Non impiego molto tempo, ci metto circa dieci minuti a creare i video. Terminato tutto, carico gli highlights e le interviste sui canali YouTube e Facebook delle due squadre.
Il finale perfetto
Il mio lavoro è finito. Si torna a casa soddisfatti di aver raccontato una partita ricca di emozioni, sperando che anche il pubblico si sia divertito. Una volta tornato, metto a caricare i microfoni e il telefono. Alla fine trovo anche il tempo per rilassarmi un po’, ma con la testa già al prossimo week-end di telecronaca. E come sono solito dire alla fine di ogni mia telecronaca: “amici della Lumsa, grazie per aver letto l’articolo. Un saluto da Giacomo Fiengo.”

