Attualità

E’ allarme cyberbullismo, rischi crescenti

Autori e vittime di cyberbullismo sono ormai, spesso, poco più che bambini. C’è solo un mantra che ripetono continuamente la polizia postale, le associazioni contro il cyberbullismo, gli psicologi: parlare. La recente pandemia, con la chiusura delle scuole e la didattica a distanza, ha abbassato drasticamente l’età in cui per la prima volta si prende un tablet in mano, perché i social (così come le chat di gruppo) sono stati, per tanti mesi, l’unico modo di comunicare e di relazionarsi con gli altri.

I dati 

Il fenomeno sembra interessare più i ragazzi delle ragazze, sia nella vita reale (il 57% dei maschi è stato vittima di prepotenze, contro il 50% delle femmine) sia in quella virtuale (32% contro 29%). Nel 42% si tratta di offese verbali, ma sono frequenti anche violenze fisiche (26%) e psicologiche (26%). Il 22% dei minori è connesso per più di 5 ore al giorno, mentre il 63% si collega ad internet senza alcuna supervisione da parte degli adulti (nel 2021 era il 59%). Sono alcuni dei dati dell’indagine “Tra digitale e cyber risk: rischi e opportunità del web”, realizzata dal Moige-Movimento Italiano Genitori, in collaborazione con l’Istituto Piepoli.

Misure di contrasto

Via libera unanime dell’Aula della Camera alla proposta di legge bipartisan che contiene disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Il testo, approvato a Montecitorio con 262 voti a favore e nessun contrario, è passato al Senato.

Come agire?

Chiedere aiuto è fondamentale perché ormai bullismo e cyberbullismo sono collegati e si entra in un inferno che ha una doppia faccia, quella sui social e quella a scuola. “La distanza tra reale e virtuale – assicura il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo – oggi non c’è più, per questo è importante andare nelle scuole, parlare con i ragazzi e proporgli soluzioni di aiuto e supporto”. Psicologico, ovviamente, ma non solo. Il centro Bulli Stop, ad esempio, fornisce una prima assistenza anche legale, oltre che pedagogica e psicologica, per un fenomeno, spiega la presidente Giovanna Pini, che è “in continuo aumento”. 

Le dichiarazioni del ministro dell’istruzione Valditara

“Molte sono le opportunità offerte dalla rete: dalla ricerca, al potenziamento della competenza, all’entrare in contatto con interlocutori di tutto il mondo ma poi ci sono i rischi dovuti al cyberbullismo e alle dipendenze. Tra gli effetti della pandemia c’è stato un incremento preoccupante del cyberbullismo, che ha generato un notevole incremento di minori vittime di questo tipo di bullismo. Siamo immersi in una società in cui il digitale permea la nostra esistenza; soprattutto per i ragazzi può diventare una ossessione la realizzazione del sé attraverso la rete e per sentirsi inclusi dal gruppo si possono commettere gravi errori: occorre lavorare per costruire un percorso di consapevolezza, la scuola può e deve avere un ruolo fondamentale”. Così il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, intervenuto con un videomessaggio al Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, promossa dalla Commissione Europea, e organizzata a Roma dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico.

Alessandra Romeo

Calabrese, classe '03. Studentessa di giornalismo, relazioni pubbliche e digital media con la passione per lo sport e la cronaca nera. Amante della scrittura, dei viaggi e del cinema. Determinata e ottimista.

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