Roma, a Tor Bella Monaca un’associazione contro il degrado

Se si cerca “Tor Bella Monaca” su Google la maggior parte delle notizie correlate riguarda lo spaccio di droga, il problema dei rifiuti, il degrado urbano, la criminalità organizzata, il traffico di sostanze stupefacenti. 

Nella periferia est di Roma, il quartiere di Tor Bella Monaca è spesso sotto l’attenzione mediatica, e quasi mai per belle notizie.

Nonostante questo, nel quartiere sono molte le iniziative che mirano a stimolare la partecipazione attiva degli abitanti del quartiere per strappare questa zona al degrado: una delle associazioni che fanno la differenza in questo contesto è “Tor Più Bella”.

La redazione di Aiko ha avuto l’opportunità di intervistare Andrea Colafranceschi, uno dei co-fondatori dell’associazione.

  1. Di cosa si occupa “Tor Più Bella”? 

“Tor Piu Bella” è un’associazione che nasce nel 2016 e già dal nome scelto è possibile comprendere molto di questa realtà: l’idea era quella di partire dal nome del quartiere stesso, Tor Bella Monaca, per rivalutare e migliorare l’esistente.

L’associazione da una parte si occupa di progettualità nei contesti scolastici, con l’obiettivo di formare o rafforzare la comunità educante del quartiere; dall’altra opera una contro narrazione, volta proprio a raccontare un aspetto di Tor Bella Monaca diverso da quello che i media solitamente diffondono sui giornali, in televisione e sui social network: la narrazione che si fa del quartiere non può essere solo bianca o nera, ha anche tante sfumature di grigio.

  1. Perché la crescita sociale e l’educazione politica sono così importanti per “Tor Più Bella”?

Il modo in cui le persone vedono il quartiere dall’esterno, ma anche dall’interno, influisce anche sulle attività che vengono proposte dall’associazione: in generale nel quartiere c’è poca consapevolezza riguardo alla complessità del quartiere stesso. 

Dunque, la crescita sociale e l’educazione politica sono così importanti per “Tor Più Bella” perchè nel momento in cui si riesce a conoscere Tor Bella Monaca nella sua interezza, comprendendo quali sono le problematiche principali, ma anche le potenzialità, allora si formano persone abilitate a gestire il cambiamento stesso; mentre quando si vede solo la superficie, fare la differenza è più complesso.

  1. Quanto è difficile lavorare con un’associazione come “Tor Più Bella” nel contesto della periferia di Roma? Avete mai assistito ad episodi spiacevoli e intimidatori che coinvolgono l’associazione? Avete mai incontrato ostacoli istituzionali?

Spesso siamo stati soggetti ad intimidazioni e provocazioni anche da parte del clan Moccia, che ha una forte influenza a Tor Bella Monaca: siamo stati minacciati sia come associazione, ma anche come singoli individui; la fondatrice dell’associazione e i suoi figli sono stati aggrediti fisicamente; purtroppo non si tratta di episodi isolati, infatti sotto il palazzo dove abbiamo la sede dell’associazione c’è sempre una macchina delle forze dell’ordine come sorveglianza.

Tutto ciò accade all’interno di una città importante come Roma: a Tor Bella Monaca questo è consueto, è sempre stato così e quindi è normale che accada, ma se succede da tanto tempo non vuol dire che faccia parte dell’ordinario, è comunque un fatto straordinario che dovrebbe comportare una reazione se non da parte di Tor Bella Monaca in sé, che è totalmente assuefatta da episodi del genere, almeno da parte della città di Roma. 

Tuttavia l’intervento pubblico è complesso dal momento che comporta la presenza di più attori e nel quartiere stesso non c’è quella cultura politica che permette di riconoscere gli strumenti utili per emanciparsi da questa situazione di soggezione: nel momento in cui da fuori e da dentro sembra normale ciò che normale non è, allora non cambia nulla; mentre quando c’è qualcuno che prova sdegno nei confronti di ciò che accade a Tor Bella Monaca, allora qualcosa può veramente cambiare.

Silvia De Francesco

Studentessa di Scienze Politiche e Internazionali. Tra una lezione e l’altra scrivo, ricamo, scatto fotografie e viaggio il più possibile. Tutto con un pizzico di entusiasmo e curiosità.

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