Addio a MTV, tramonta un pezzo della nostra adolescenza
La notizia è arrivata quasi in punta di piedi, come succede quando qualcosa a cui teniamo sembrava destinato a rimanere per sempre. Entro la fine del 2025 molti dei canali musicali MTV chiuderanno in tutta Europa. Lo si legge come un semplice aggiornamento nel flusso delle news, ma per chi è cresciuto tra videoclip, programmi assurdi e pomeriggi passati a cambiare canale solo per tornare sempre lì, fa un certo effetto. È come vedere spegnersi l’insegna luminosa di un locale che, anche se non frequentiamo più, ci ricorda perfettamente chi eravamo.
MTV: la colonna sonora di un’adolescenza che sembrava infinita
Chi non ha mai avuto almeno un periodo della vita in cui MTV era la risposta automatica a qualsiasi pausa? Che fosse dopo la scuola, durante i compiti o persino durante una chiamata con gli amici, quel canale era sempre acceso. E non perché “non c’era altro”, ma perché lì succedeva qualcosa. Sempre. Non c’erano solo i videoclip, che comunque erano un’esperienza a sé: bastava aspettare qualche minuto e magicamente compariva la canzone del momento, quella che avremmo cantato nelle cuffiette dell’MP3. Ma MTV era molto di più: era TRL, con le sue urla da piazza e i conduttori che sembravano amici più grandi; era Hitlist Italia, che ci faceva sentire aggiornati anche quando non lo eravamo; era Brand New, dove scoprivamo artisti che nessuno dei nostri compagni conosceva ancora. E poi c’erano i programmi totalmente “fuori di testa”: Catfish- false identità, con Nev e Max che entravano in storie d’amore impossibili; Ginnaste-Vite parallele o Calciatori- Giovani speranze, che ci facevano affezionare a ragazzi della nostra età, inseguiti dalle telecamere mentre cercavano di diventare adulti praticando sport a livello agonistico; e poi programmi come Geordie Shore, Diario di una nerd superstar e Faking It, che ci tenevano incollati alla tv per pomeriggi interi. Tutti questi format avevano una cosa in comune: ci univano, anche senza Internet. Bastava parlarne il giorno dopo, ridere insieme, citare una scena. MTV non era solo tv: era un filo che ci collegava a un mondo più grande.
Un mondo nuovo dove la musica non si aspetta più
Oggi la musica vive nei nostri telefoni, negli auricolari wireless, scivola tra un algoritmo e l’altro. Le playlist si aggiornano da sole, i video li guardiamo a metà mentre rispondiamo ai messaggi, e nessuno deve più “aspettare” la messa in onda di nulla. È comodo, sì. Ma qualcosa si è perso. Il fatto che MTV chiuda molti dei suoi canali musicali non è solo l’ennesimo segnale di come cambiano le abitudini: è la conferma che quel modo di vivere la musica – insieme, alle stesse ore, davanti allo stesso schermo – non tornerà più. La condivisione è diventata qualcosa di rapido, istantaneo, frammentato. E MTV, con i suoi palinsesti e le sue atmosfere precise, non riusciva più a star dietro a un mondo che vuole tutto subito e tutto personalizzato. Eppure, nonostante fosse ormai un ricordo per molti di noi, la sua chiusura ha un retrogusto amaro. È come se una porta che avevamo lasciato socchiusa nella nostra memoria decidesse di chiudersi per davvero. Ci ricorda che siamo cresciuti, che il mondo è cambiato e che quei pomeriggi passati davanti alla tv non ritorneranno. Quando il 31 dicembre i canali musicali di MTV si spegneranno, non sarà solo la fine di un’era televisiva. Per molti di noi sarà un piccolo addio personale, a un pezzo della nostra adolescenza che se ne va in silenzio. MTV fa parte di ciò che siamo stati. E anche se le sue luci si spengono, i ricordi – quelli sì – continueranno a brillare.

