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Da Roma all’Australia, la nuova vita di Riccardo

L’Australia dista più di 13.000 km dall’Italia, ma, nonostante la distanza, oggi è meta di tanti giovani che decidono di lasciare il nostro paese per avere nuove possibilità. Le città australiane sono moderne e possono offrire molte opportunità in più rispetto alle città italiane, pur presentando alcune criticità che le differenziano profondamente dalle nostre. Per capire meglio questa realtà, abbiamo intervistato Riccardo, un ventitreenne romano che lo scorso luglio ha scelto di ricominciare da zero a Perth, sulla suggestiva costa occidentale australiana.

Riccardo, come mai hai scelto di trasferirti proprio in Australia rispetto ad altri Paesi più vicini al nostro?

“Quando si parla del sogno americano, secondo me non esiste più come lo si intende. Il vero sogno che secondo me esiste è il sogno australiano ed è il motivo per il quale ho scelto di partire. Secondo me l’Australia è un paese molto influenzato dalla cultura occidentale, quindi simile a ciò a cui noi siamo abituati. Però ti dà molte più possibilità, soprattutto lavorative: gli stipendi sono maggiori, c’è tanta richiesta in vari ambiti, il clima è favorevole. Sono tutte condizioni che ti permettono di vivere meglio. Poi, certo, rispetto all’Italia ci sono tante mancanze culturali di cui sono molto fan, perché essendo un paese nuovo non c’è storia”.

A livello lavorativo, quali differenze ci sono rispetto all’Italia?


“La grandissima differenza che c’è rispetto all’Italia è che gli stessi lavori che ho fatto lì, come il commesso o il cameriere, qua sono pagati almeno il doppio mensilmente. Infatti io faccio un lavoro molto particolare perché si può fare qui e in pochissimi posti al mondo. Lavoro per questa grande agenzia mineraria che estrae il ferro che viene venduto principalmente alla Cina, e io lavoro come aiuto-meccanico nell’officina dove vengono riparati i camion che trasportano questo ferro. In linea generale, è molto più facile rispetto all’Italia trovare lavori buoni. Avendo già qualche connection in più rispetto a una persona qualunque che si trasferisce, sono stato un minimo agevolato. Però, se ti impegni, il lavoro lo trovi serenamente, questo sì”.

Ti manca la tua famiglia e che rapporto hai con i tuoi nuovi coinquilini?


“Ovviamente mi sono sentito molto triste all’idea di non aver passato per esempio il Natale con la mia famiglia. Cioè sono cose che sapevo a cui sarei andato incontro. Quindi gli affetti ti mancano, ma penso che a quest’età sia importante pensare al futuro e non solo ad avere la possibilità di stare sempre con la famiglia o gli amici. Questo secondo me è molto importante. Per quanto riguarda i coinquilini, mi sento molto fortunato. Ho preso la decisione di andare a vivere in una casa insieme ad un ragazzo che ho conosciuto i primi giorni in un ostello, con cui mi trovavo già molto bene. Devo dire che anche con gli altri mi trovo molto bene soprattutto perché sono tutti ragazzi italiani, quindi il background è molto simile ed è più facile andare d’accordo”.

Com’è Perth rispetto a Roma?


“Non c’è minimamente paragone, tutto quello a cui siamo abituati noi è completamente diverso. Dal punto di vista culturale, non c’è un centro storico. La città ha un’impostazione molto americana, c’è il downtown dove ci sono tutti grattacieli, negozi eccetera. Poi, intorno, una distesa infinita di case monofamiliari, ognuna con il proprio giardino. Le strade sono più larghe e in generale la gente ha macchine molto grosse, non avendo i problemi del parcheggio come a Roma”.

Come ti stai trovando dal punto di vista linguistico, considerando che l’inglese australiano può risultare difficile da capire?


“Allora io partivo già da una base di inglese molto buona. Il fatto che molte persone abbiano un accento fortissimo è vero solo se ti allontani nei paesini o nelle campagne; quindi si capirebbe molto poco. Ma se tu parlassi con chiunque in città, è inglese normalissimo, è molto tranquillo. Poi, secondo me, in grandi città come Perth molte persone capiscono che se magari vieni dall’estero e non lo parli bene, cercano di farsi capire apposta per aiutarti”.

Quali competenze stai acquisendo lì in vista dei tuoi progetti futuri?


“Innanzitutto credo che già prima di partire avevo le competenze per vivere da solo, quindi cucinare o gestire la casa non mi creava spavento. Tutta la parte che ho sperimentato da zero è la parte di finanza personale. Tipo gestire i miei soldi, sapere cosa ha senso comprare, quanti soldi spendere o anche come fare la spesa, sono tutti ragionamenti che fai crescendo. Generalmente penso che a 23 anni bisogna essere in grado di gestire queste situazioni. Per quanto riguarda il mio futuro, al momento la mia vita è praticamente perfetta qua…sono estremamente contento, vedo tanti posti nuovi, ho un lavoro incredibile. Per i prossimi anni vivrò sicuramente qua. Poi se penso a Riccardo con una famiglia, mi viene difficile non pensarmi con la mia famiglia a Roma o in Italia…ma sono cose che non deciderò solo io e so che non si possono controllare”.

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