Diritti e tutele dei riders: passi avanti e problematiche

Chi sono i riders?

I riders. Letteralmente traducibili con “corridori”, e fantasiosamente con “coloro che hanno salvato innumerevoli pasti a cavallo del loro instabile motorino”. La pioggia, il buio, le strade percorse di fretta: rappresentano sia le cause, sia i testimoni, dei 6 riders che nel 2019 hanno finito il turno in prognosi riservata, e di quei 4 che non lo hanno mai finito, rimasti vittime di sinistri stradali.

Questi dati, forniti dall’Osservatorio ASAPS, hanno dimostrato la necessità di maggiori difese per i lavoratori di una professione sempre più diffusa. Bisogno parzialmente soddisfatto dalla legge 128/2019, che attribuisce tutele ai fattorini che esercitano il loro mestiere sulla base di una collaborazione coordinata e continuativa etero-organizzata, di lavoro autonomo occasionale oppure di lavoro subordinato.

Diritti e tutele dei fattorini

Questi numeri e paroloni si traducono in diritti, spettanti a tutti i riders, tra cui quello di non essere esclusi dalla piattaforma o di non vedersi ridotte le occasioni di lavoro in caso di mancata accettazione della prestazione, il diritto alla stipula di un contratto formale, e quello di privacy e sicurezza sul lavoro.

Stabilire il compenso dei fattorini compete ai contratti collettivi del settore, o in mancanza, a quelli di settori affini. Se le consegne avvengono di notte, durante le festività oppure in condizioni metereologiche sfavorevoli, i riders hanno diritto ad una indennità integrativa pari almeno al 10%, anch’essa stabilita dai contratti collettivi o da un decreto del Ministero del Lavoro. Un contratto collettivo è quello stipulato dalle associazioni di lavoratori e quelle di categoria (i datori di lavoro), e stabilisce le regole generali a cui i contratti individuali devono conformarsi.

Alcune problematiche in sospeso

Questo compito è stato assolto –non senza suscitare polemiche- dall’associazione AssoDelivery ed dal sindacato UGL, che nel novembre del 2020 hanno redatto l’accordo CCNL Rider. I sindacati lamentano che nel contratto non siano stati rispettati i requisiti di rappresentatività, e che esso non aggiunga contenuti originali rispetto alle tutele già vigenti. In particolare ci si concentra sulla regola per cui “il Rider riceverà un compenso minimo […], determinato sulla base del tempo stimato per l’effettuazione delle consegne”.

La grande lacuna di questa norma risiede nel fatto di non prendere in considerazione i tempi di disponibilità tra una consegna e l’altra, ma solo le ore effettive di consegna: in deroga al divieto di cottimo della legge 128, per cui “i Rider non possono essere retribuiti in base alle consegne effettuate”.

La piena tutela dei loro diritti e garanzie appare come una meta ancora lontana, raggiungibile solo attraverso un accordo redatto da chi rappresenti realmente gli interessi dei lavoratori del settore.

Francesca Belperio

Romana, classe ’01. Sono una giovane giurista con una passione per il giornalismo e i pinguini. Sogno di vivere a New York e nel frattempo mi cimento nel teatro, nella danza e nel campeggio. Determinata, ottimista, riflessiva: il mio motto? “Sorridi alla vita e la vita ti sorriderà”.

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