C’è una misura per tutte le…donne!

Parafrasando l’espressione oraziana “Est modus in rebus”, ovvero “c’è una misura in tutte le cose”, entriamo nel vivo di un argomento che si sta imponendo prepotentemente in questi ultimi tempi: la questione della ‘taglia media’, ovvero di quella tipologia di corpo in cui ricade una grossa fetta della popolazione femminile ma che viene spesso ignorata quando si parla di inclusività, a vantaggio di una moda che oggi ha come riferimento i due estremi: la modella magrissima o la plus-size, mentre manca completamente la rappresentazione della donna che sta nel mezzo.

La gamma di tutte le fisicità

E’ sicuramente vero che la moda, grazie ai social, ha fatto molti passi in avanti negli ultimi anni, accogliendo anche le modelle cosiddette ‘curvy’ definite pure “plus-size” cioè taglie superiori alla 54, cosa che fino a 10, 15 anni fa era impensabile; ma, come giustamente fanno notare alcune di loro, è giunto il tempo di considerare realmente la gamma di tutte le fisicità, iniziando a dedicare più attenzione anche ad un altro tipo di corpo, probabilmente il più diffuso, ovvero la taglia media.

Gli influencer mid-size

Come sostengono diverse influencer, nella moda oggi manca completamente la rappresentazione della donna che sta nel mezzo. Secondo un articolo di Vogue la voce di chi sta nella zona ‘media’ si sta facendo sentire sempre di più grazie a TikTok, e Istagram. Infatti le modelle mid-size utilizzano questi social per rivolgersi ad un pubblico il più vasto possibile e sensibilizzarlo.

Ma chi sono queste influencer mid-size? Ce ne sono parecchie, a cominciare da Lois Opoku, studentessa e fashion blogger berlinese che collabora con numerosi brand di lusso. Rae Ann Langas, ufficialmente ingaggiata come modella ‘curvy’, ma rappresentante anche della mid-size. Noelle Downing, Courtney Quinn, Kristle Lauren, sono solo alcune delle influencer e modelle impegnate nell’estendere il discorso body-positive a tutti i tipi di corpo, e nel dare consigli su come vestire se la propria taglia non è ascrivibile ad un preciso standard.

Grazie al loro impegno oggi si parla di diverse esigenze femminili nel campo della moda. Finalmente l’attenzione dell’opinione pubblica e degli esperti del settore si è diretta verso un mondo prima ignorato e volutamente offeso. 

C’è sicuramente una lunga battaglia da combattere ancora, però, se domandiamo inclusività non si possono tralasciare le taglie medie. Bisogna riuscire a dare risposte concrete a tutte le diverse fisicità, considerando che ciascuna di esse ha un valore.

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