La fine di un percorso universitario ai tempi del Covid-19

È passato già un mese o poco più da quando sono state adottate misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza legata al “COVID-19”, malattia che, con il suo arrivo furtivo e devastante, ci ha sottratto alla nostra vita quotidiana. Questa pandemia ha portato alla necessità di cambiare il nostro stile di vita nell’ambito sanitario, commerciale, economico, politico ed anche didattico.

In riferimento a quest’ultimo punto, molti studenti universitari si sono imbattuti nel giorno tanto atteso della laurea. A tal proposito ho intervistato la studentessa Elena Del Giglio, laureatasi per via telematica alla triennale di “Scienze politiche internazionali” presso l’università “LUMSA” di Roma. Elena ha due sogni: in primis di continuare gli studi universitari ed in secundis di diventare una fotoreporter.

Come hai affrontato la notizia che la tua laurea si sarebbe svolta per via telematica?

Devo dire che è stato un sollievo ricevere questa notizia, dal momento che la situazione che si stava, a poco a poco, andando a creare, non era delle migliori ed il pensiero che tutto sarebbe stato rimandato, mi aveva lasciata un po’ sconvolta. Solo successivamente è emersa la possibilità di sostenere la discussione della tesi online. Pensando a come si sarebbe svolta la seduta di laurea ero comunque un po’ perplessa, ma la cosa più importante era che mi sarei potuta laureare nei tempi previsti.

Come si svolge la discussione della tesi di laurea, date le circostanze venutesi a creare a causa della malattia?

La discussione della laurea si svolge incredibilmente online, su supporto informatico, mediante la piattaforma “Google Meet” ed inizia con la presentazione da parte dei relatori dei propri candidati e successivamente la parola viene data al candidato, che sintetizza il suo lavoro e risponde alle domande che gli sono state poste.

Si discute da un minimo di cinque minuti ad un massimo di dodici minuti. L’ultimo step prevede che i professori, compreso il Presidente di seduta, si ritirano su un’altra pagina informatica di “Google Meet”, discutono sulle varie esposizioni e sui vari risultati raggiunti, dopo circa otto minuti ritornano sulla pagina iniziale con la presenza dei candidati e successivamente gli studenti vengono dichiarati dottori o dottoresse.

Quali sono stati i pro ed i contro di questo grande obiettivo universitario raggiunto in una modalità diversa da quella comune?

Per quanto riguarda i pro sono: meno ansia da palcoscenico, meno preoccupazione per un abito elegante e formale, niente scarpe scomode, un’ottima prestazione ed una miglior presentazione, dal momento che ho potuto sottoporre all’attenzione altrui, il lavoro fatto con Power point inerente ad un questionario, in quanto ho scelto di lavorare ad una tesi sperimentale.

D’altro canto, per quanto i riguarda i contro: la mancanza del calore delle persone eventualmente presenti, la mancata stretta di mano ai professori, la mancanza degli amici ma soprattutto la tanto attesa uscita dall’università con la corona d’alloro sulla testa ed una pioggia di coriandoli.

Come hai festeggiato la fine di questo percorso di vita?

Ho festeggiato la fine di questo percorso cucinando una pizza e preparando una Cheesecake, dal momento che ero rimasta lontano dalla mia famiglia, ma nonostante l’inconveniente ho potuto brindare con una bottiglia di “Alma Gran Cuveè Brut Bellavista”, videochiamando tutti i miei familiari e tutti i miei amici e così abbiamo fatto una sorta di “Video Party”. Per finire, alla sera, mi sono catapultata a letto, addormentandomi come un sasso.

Per concludere, descrivimi con tre aggettivi il tuo stato d’animo alla fine della proclamazione di dottoressa.

Parto con il dire di essere rimasta incredula, poiché non riuscivo ancora a credere di aver completato il percorso di studi durante una situazione così inverosimile che è tuttora la pandemia; sconsolata perché ho capito che potevo fare di più in questi tre anni; gioiosa perché soddisfatta della discussione e dell’aver terminato nei giusti tempi gli studi da me scelti.

Martina Gattabuio

Ciao, sono Martina Gattabuio, sono nata a Frosinone il 30 Marzo e sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza. Oltre alla dedizione per lo studio, lavoro come comparsa in film e fiction ed inoltre mi piace occuparmi di moda. Ho deciso di entrare a far parte della famiglia di “Aiko” grazie ad una mia amica e posso dire che mi ha fatto scoprire un’arte,per me nuova, che è lo scrivere. Scrivere per me significa rilassarsi, passare del tempo con sé stessi, documentarmi ed essere sempre al passo con tutto quello che succede nel mondo. È un’esperienza che consiglierei a tutti!

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