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Pulizter 2026, il caso Cina – Silicon Valley

Una squadra di giornalisti della Associated Press ha vinto il Premio Pulitzer 2026 per il Giornalismo Internazionale grazie a un’inchiesta sul sistema di sorveglianza e controllo sociale cinese. In particolare, l’indagine ha messo in luce come alcune aziende della Silicon Valley, il principale polo mondiale di innovazione tecnologica situato a San Francisco, abbiano fornito e venduto gli strumenti informatici necessari a costruire l’opprimente regime citato. Le aziende maggiormente coinvolte sono Microsoft, IBM e Oracle. 

La famiglia Yang

Nel riassunto dettagliato dell’inchiesta curato dalla rivista internazionale, il racconto comincia dalla storia della famiglia Yang, una famiglia originaria di una zona rurale della Cina che vive da tempo sotto la stretta rete di sorveglianza dello Stato. Gli Yang si sarebbero opposti ai funzionari locali che avrebbero tentato di confiscare il loro terreno agricolo e, inoltre, avrebbero provato più volte – senza successo — a presentare formali petizioni su tali soprusi al governo centrale di Pechino. Questa forma di resistenza dal basso è stata considerata dalle autorità locali una minaccia da reprimere e controllare sistematicamente: l’abitazione degli Yang è, infatti, circondata da telecamere di sicurezza. In aggiunta, ogni volta che un membro della famiglia prova ad allontanarsi o a spostarsi verso la capitale, la polizia locale riceve una notifica. Non siamo chiaramente di fronte a una storia isolata, poiché migliaia di cittadini cinesi sono schedati, inseriti in liste nere e tenuti sotto sorveglianza. 

Affari d’oro

I colossi tecnologici statunitensi che hanno contribuito a progettare e costruire il sistema di sorveglianza cinese, favorendo così una chiara violazione dei diritti umani all’interno del paese, hanno fatturato miliardi di dollari. Di fronte ai fatti messi in luce dall’inchiesta, le aziende si sono difese sostenendo di non essere responsabili dell’uso improprio che le autorità cinesi hanno fatto delle strumentazioni, pensate per scopi generici. Tuttavia, l’indagine ha dimostrato che le aziende usavano slogan del Partito Comunista Cinese per proporre i propri software alla polizia locale. Sembra, inoltre, che queste tecnologie siano state vendute per decenni col benestare del governo statunitense.

Radici comuni

L’inchiesta sembra condividere radici etiche comuni con le recenti proteste contro la costruzione di data center negli Stati Uniti. I grandi colossi tecnologici aiutano i governi autoritari a violare i diritti umani e, al contempo, godono del potere di sottrarre importanti risorse alle comunità. Quale sarà il prossimo passo?

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