L’eutanasia, eterno scontro tra favorevoli e contrari

Da anni ormai il tema dell’eutanasia torna ciclicamente nel dibattito italiano, con notizie di cronaca e sviluppi giudiziari e nell’ultimo anno la prospettiva di una legalizzazione di questa pratica è sembrata essere concreta. 

In Italia, relativamente all’eutanasia, è presente un vuoto normativo che la Corte Costituzionale ha segnalato al legislatore in varie occasioni.

Infatti, oggi in Italia l’eutanasia attiva è vietata sia per via diretta che indiretta.

La prima modalità si riferisce al caso in cui un medico somministra un farmaco che provoca la morte a un paziente che ne fa richiesta; mentre, il secondo caso, anche noto come “suicidio assistito”, si verifica quando è il paziente stesso ad assumere autonomamente il farmaco, fornito comunque da un medico.

Referendum abrogativo: un primo passo verso il Parlamento

Nel tempo sono stati svariati i tentativi volti ad eliminare il vuoto normativo esistente. Il 21 aprile 2021 sulla Gazzetta Ufficiale era stato pubblicato l’annuncio di una richiesta di referendum abrogativo. Nei mesi successivi, le firme raccolte non solo avevano oltrepassato la soglia richiesta costituzionalmente, ma avevano superato il milione.

Il referendum richiesto sull’eutanasia legale era di tipo abrogativo e mirava quindi a deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge. In particolare, nel caso specifico, obiettivo dei promotori era quello di modificare l’articolo 579 del Codice Penale, relativo all“omicidio del consenziente”, in modo da legalizzare di fatto l’eutanasia diretta. 

Dal no della consulta alla legge approvata alla camera

A febbraio 2022 la Corte costituzionale si è riunita in Camera di consiglio per discutere sull’ammissibilità del referendum. La Corte ha ritenuto “inammissibile il quesito referendario perché, a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana”.

Qualche giorni dopo, nella seduta del 10 marzo 2022, la Camera ha approvato la proposta di legge riguardante la morte volontaria medicalmente assistita. Il provvedimento deve passare ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento. 

Il no di Papa Francesco all’eutanasia

Riguardo a questo delicato tema il dibattito è più che mai aperto: da una parte c’è chi riconosce l’importanza dell’eutanasia e la sostiene apertamente anche attraverso atti di disobbedienza civile; dall’altra c’è chi invece condanna questa pratica, come la Chiesa cattolica che considera l’eutanasia equivalente all’omicidio o al suicidio. Recentemente papa Francesco si è esposto in proposito nella lettera “Samaritanus bonus”: “Sopprimere un malato che chiede l’eutanasia non significa riconoscere la sua autonomia e valorizzarla, ma al contrario significa disconoscere il valore della sua libertà, fortemente condizionata dalla malattia e dal dolore, e il valore della sua vita. Così facendo si decide al posto di Dio il momento della morte”. 

Il sì dell’astrofisico Hawking

Sull’argomento si è più volte espresso l’astrofisico britannico Stephen Hawking, costretto su una sedia a rotelle dalla sclerosi laterale amiotrofica (Sla), una malattia neurodegenerativa progressiva della muscolatura scheletrica. Una patologia dello stesso ceppo di quelle che affliggevano Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e molti altri che hanno trasformato il loro caso personale in una battaglia pubblica in favore del diritto ad una morte dignitosa. 

Hawking, emblema stesso della vittoria della mente sulla malattia che affligge il corpo, si è espresso in modo chiaro sulla questione: “Mantenere qualcuno in vita contro il proprio desiderio è l’ultimo trattamento indegno che gli si possa riservare”, aveva affermato nel 2015 l’astrofisico durante un’intervista alla Bbc.

In attesa del senato

Ora la parola passa al Senato, che potrà approvare definitivamente la proposta di legge già passata alla Camera oppure restituirla con modifiche. Sullo sfondo resta l’eterno dibattito tra coloro che ritengono inviolabile la vita umana e quelli che vorrebbero che sia affermato anche un diritto a morire. 

Silvia De Francesco

Studentessa di Scienze Politiche e Internazionali. Tra una lezione e l’altra scrivo, ricamo, scatto fotografie e viaggio il più possibile. Tutto con un pizzico di entusiasmo e curiosità.

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