I concerti in tempo di Covid

Covid, esperimento a Barcellona: concerto live con 5.000 persone

A Barcellona, in Spagna, il 27 marzo 5.000 persone hanno partecipato ad un concerto, dopo essere stati tutti sottoposti a un test antigenico. L’esperimento ha visto coinvolta la band catalana “Love of Lesbian” che ha suonato al Palau de Sant Jordi. Si è trattato del primo grande concerto dall’inizio della pandemia da covid, ma soprattutto del primo esperimento scientifico circa la possibilità di far ripartire in sicurezza i concerti. 

In accordo con il governo locale, un team di medici ha seguito l’intera operazione, predisponendo test per tutti: musicisti, organizzatori, pubblico e personale addetto. Solo dopo questi controlli il Sant Jordi ha aperto i battenti ai 5.000 partecipanti che hanno potuto vivere l’esperienza live senza mantenere il distanziamento, ma dovendo comunque indossare la mascherina Ffp2. All’interno i partecipanti sono stati divisi in gruppi di 1800 persone, con la possibilità di consumare le bevande in uno spazio delimitato.

L’iniziativa pilota è stata pensata per stabilire “un nuovo protocollo per organizzare eventi nell’attuale contesto”, hanno spiegato gli organizzatori. 

Solo 6 persone sono risultate positive al Covid-19 prima dell’evento e, quindi, non hanno potuto partecipare.

“Back to Live” in Olanda

Lo scorso 20 marzo anche in Olanda è stato realizzato l’esperimento di un concerto live. Questa volta teatro dell’evento denominato “Back to live” è stato il festival Lowlands di Biddinghuizen. 

Come è stato possibile organizzare il concerto con l’emergenza sanitaria in corso? anche in questo caso, come già a Barcellona, sono state due le parole magiche: tamponi e tracciamento

Per poter avere accesso all’evento tutti i 1500 spettatori hanno dovuto sottoporsi a un tampone antigenico 48 ore prima del concerto. Il giorno stesso sono stati fatti 150 tamponi rapidi a campione: 26 potenziali spettatori risultati positivi sono stati fermati ai cancelli d’ingresso.

Tutti hanno dovuto indossare un localizzatore e scaricare un’app capace di tracciare e monitorare i loro movimenti e soprattutto i loro contatti durante l’evento. Non è stato richiesto alcun distanziamento.

Per Andreas Voss, ricercatore a capo del programma di esperimenti chiamato “Fieldlab program” ,con questo sistema sarà possibile organizzare concerti e riaprire cinema e teatri anche in estate,quando ancora non si sarà raggiunta la copertura vaccinale di tutta la popolazione.

Sarà vero? In attesa dei risultati delle sperimentazioni vogliamo crederci.

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