Attualità

Il flashover: la fisica dietro la strage di Crans-Montana

Poco più di un mese fa, nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio, in un tranquillo e fino a
quel momento poco conosciuto comune svizzero, ha avuto luogo una delle tragedie più
drammatiche degli ultimi anni.

La tragedia al “Le Constellation”

La notte di San Silvestro, nell’incendio del locale “Le Constellation”, a Crans-Montana, sono
morti 41 ragazzi, giovanissimi, di cui 6 italiani, e 100 sono stati i feriti, molti dei quali ancora
ricoverati e sottoposti a continui interventi chirurgici. A partire dalle prime ore dell’alba,
l’intera collettività si è stretta attorno alle famiglie delle giovani vittime, sentendosi colpita
direttamente dal tragico evento. Ma come si è innescato l’incendio? Come si è propagato?
Come è potuto accadere che, con le moderne norme e gli attuali metodi di prevenzione, si
sia potuto verificare un evento di tale portata?
Al di là delle responsabilità del comune svizzero e dei proprietari della struttura, legate ai
mancati controlli e alla mancata adesione alle più basilari norme di sicurezza, dietro la
tragedia si cela un fenomeno sconosciuto ai non addetti ai lavori: stiamo parlando del
flashover.

Che cos’è il flashover

Il flashover è un fenomeno fisico che potrebbe rappresentare una delle cause della rapida
propagazione delle fiamme nel locale Le Constellation e della tragedia che ne è conseguita.
Come scritto dall’International fire service training association, il flashover costituisce “la
fase di un incendio in cui tutte le superfici e gli oggetti all’interno di un ambiente sono stati
riscaldati fino alla loro temperatura di accensione, e le fiamme divampano quasi
simultaneamente su tutta la superficie di ogni oggetto presente nello spazio”.
Si tratta di un fenomeno che avviene prevalentemente in ambienti piccoli e chiusi, proprio
come il seminterrato del “Le Constellation”, la cui conformazione avrebbe dunque
probabilmente favorito il verificarsi del flashover.
Al crescere dell’incendio e, di conseguenza, all’aumentare della temperatura, l’ambiente e i
materiali non riescono più ad assorbire calore, motivo per cui, al fine di mantenere l’equilibrio
termico, le superfici cominciano a rilasciare gas caldi ed infiammabili; questo rilascio di gas
prende il nome di off-gassing.
I gas provocano un accumulo di calore sotto il soffitto, che determina l’aumento della
temperatura nel locale, e che, a sua volta, produce ulteriore off-gassing. Questa spirale
prosegue fino al raggiungimento della soglia dei 500-600 gradi celsius: raggiunta questa
temperatura, tutti i materiali della stanza si accendono simultaneamente, determinando, per
l’appunto, quell’inferno di fuoco che è conosciuto come flashover.
Ci sarebbe, dunque, una spiegazione scientifica dietro una tragedia che ha sconvolto
l’opinione pubblica, una strage che ha strappato tanti ragazzi alla vita e all’amore delle loro
famiglie; il tutto è accaduto, per di più, in una notte in cui la loro unica preoccupazione era
quella di volersi divertire in un luogo che potesse garantire loro la sicurezza di cui avevano
diritto.

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