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Ora solare o ora legale, una scelta difficile

L’ultima domenica di ottobre di ogni anno, alle 3:00 di notte, avviene lo spostamento delle lancette indietro di un’ora. Questa convenzione dà l’avvio al periodo dell’ora solare fino all’ultima domenica di marzo. Con l’arrivo del cambio dell’ora, gli effetti non si limitano alla percezione immediata di giornate più corte e tramonti anticipati. Molte persone, infatti, avvertono un impatto significativo sul proprio equilibrio psicofisico.

Ora solare ed ora legale: facciamo chiarezza

Facendo un passo indietro, è necessario chiarire che l’ora solare corrisponde proprio all’orario naturale determinato dal movimento della terra attorno al sole. È usato da tutti i paesi, a differenza dell’ora legale, proposta solamente nel 1874 dall’americano Benjamin Franklin. Potremmo assistere dunque ad un rovesciamento dei paradigmi, poiché l’ora legale, che originariamente è stata convenuta per alcuni benefici essenzialmente energetici, potrebbe eliminare lo spostamento delle lancette nel periodo invernale diventando permanente.

Perché abolire l’ora solare: alcuni dati

Le motivazioni principali riguardano il risparmio ambientale, energetico ed economico. Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, tra marzo e ottobre 2025 vi è stato un risparmio di circa 90 milioni di euro (che equivarrebbe a pagare lo stipendio annuale a circa un migliaio di infermieri) e una conseguente riduzione della quantità di CO₂ immessa in atmosfera. Tra il 2004 e il 2025, sempre secondo Terna, i cittadini italiani hanno risparmiato 2,3 miliardi di euro.

C’è anche chi vorrebbe abolire l’ora legale 

Nonostante il dibattito converga verso la possibile eliminazione dell’ora solare, è stato condotto uno studio, conclusosi a ottobre 2025, dal Centro di Medicina del Sonno dell’Irccs Neuromed in collaborazione con alcune università italiane, per evidenziare come in realtà lo spostamento delle lancette un’ora avanti causi problemi alla salute, sostenendo che l’ora solare sia la condizione migliore possibile per i nostri ritmi biologici.
Dall’esame è emerso che gli effetti del passaggio dall’ora solare all’ora legale sono la riduzione della durata del sonno e un aumento della sua frammentazione, che si traducono in una maggiore sonnolenza diurna. Non tutte le categorie di persone ne risentono egualmente: sono principalmente gli adolescenti e chi svolge lavoro a turni a risentirne di più, poiché sono già di per sé soggetti vulnerabili. 

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni

Il dibattito è tornato recentemente in auge poiché il 17 novembre scorso è approdata alla Camera la richiesta di indagine conoscitiva per avviare un iter finalizzato ad abolire l’ora solare. Si potrebbe arrivare ad una proposta di legge se entro il 30 giugno 2026 la stessa sarà approvata a seguito dei lavori. Il dibattito politico ed economico si scontra con quello sulla salute: in attesa di possibili sviluppi futuri, continua a permanere un’inevitabile incertezza. 

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