Ennesimo attentato Jihadista in Burkina Faso

Nel Distretto di Solhan, nella provincia di Yaghan, regione Sahel, in Burkina Faso  si è consumato ieri notte l’ennesimo attacco ad un Paese più volte toccato dagli attentati Jihaidisti. Sono più di 100 i morti che purtroppo si aggiungono alle vittime degli ultimi tre attacchi terroristici. Il Presidente del Burkina Faso, Roch Kaborè, ha decretato 72 ore di lutto nazionale e si è mostrato preoccupato per il ripetersi di questi episodi sanguinosi.

La strategia della tensione

La guerra che  le varie sigle jihaidiste, cosiddetti squadroni della morte, stanno portando avanti è quella del tipo di attesa: strategia della tensione che punta ad intimidire la popolazione civile diffondendo paura e agitazione. L’obiettivo finale è aggredire la milizia e mostrare alla comunità internazionale un governo debole e quindi inadeguato.

Gli aiuti internazionali

La Francia sta cercando di aiutare il Paese fornendo appoggio logistico e militare a questi territori che in passato le erano appartenuti come colonie. Le forze di pace inviate della comunità internazionale vedono al fianco della  Francia anche l’Italia. A queste si aggiunge l’iniziativa comune dei paesi africani – gruppo dei cinque del Sahel (Mali, Ciad, Niger, Mauritania e Burkina Faso) – che dal 2017 ha unito le forze regionali contro i terroristi. Purtroppo le risorse impiegate non riescono ancora a garantire un regime di legalità che permetterebbe il normale svolgimento del funzionamento dello Stato: elezioni politiche, campagna elettorale, sicurezza, diritto allo studio e alla professione di fede e alla laicità dallo Stato.

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