Il Giro d’Italia: lo stivale si colora di Rosa

Il Giro d’Italia – la cui 104/a edizione si avvia alla conclusione – non riguarda soltanto corridori e biciclette, ma rappresenta un evento che va oltre la competizione, parte integrante della storia della nostra nazione e che ha scandito il tempo insieme ad alcuni degli avvenimenti più significativi degli ultimi cento anni.

111 ANNI DI STORIA

L’evento venne istituito dall’allora direttore della Gazzetta dello Sport il 24 agosto 1908 e la prima edizione partì il 13 maggio del 1909. La corsa prevedeva 8 tappe e 2.448 chilometri. Il primo, storico vincitore fu Luigi Ganna, che si aggiudicò il premio in denaro di 5.250 lire, l’ultimo a Milano di lire ne intascò 300. Ma chi sceglieva di diventare corridore erano muratori, contadini, operai, garzoni, ragazzi dai cuori semplici che si trasformavano in eroi affamati. Da allora il Giro si è sempre corso, ad eccezione delle tragiche parentesi dei due conflitti mondiali. In un’epoca in cui l’Europa era terra di morte, anche gli sportivi dovevano imbracciare le armi per combattere nei rispettivi eserciti. Nei decenni, nonostante la passione per la bicicletta sia stata sostituita da quella per il pallone, il Giro d’Italia ha regalato imprese epiche e rivalità leggendarie. Tra queste, il dualismo tra Fausto Coppi e Gino Bartali, due tra i più importanti sportivi italiani che, tra gli anni Trenta e Cinquanta, si sono contesi il primato nazionale ed internazionale

CAMPIONI DA RICORDARE

Gimondi, senza dubbio, fu uno dei migliori corridori della storia: vinse infatti la “tripla corona” cioè il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta di Spagna. Merckx era definito il “cannibale”, perché divorava gli avversari. Moser il primo ciclista italiano col maggior numero di successi (273). Bugno fu l’unico ad aver indossato la Maglia Rosa dalla prima all’ultima tappa. Poi su tutti Pantani, “il pirata”, è considerato uno dei ciclisti più forti in montagna di tutti i tempi, con grandi doti di fondo e di recupero, di scattista e discesista, grazie a lui numerosi tifosi si sono innamorati di questo sport. Poi ancora Bettini, Cipollini, Contador, Basso e Vincenzo Nibali detto lo “squalo”, ancora quest’anno in gara.

LA CAROVANA E LA MAGLIA ROSA

Simbolo caratterizzante della competizione è la Maglia Rosa, la cui iconicità è valsa un posto speciale nel linguaggio comune. L’importanza della Maglia, indossata dal leader della classifica generale, è elevata ancora di più dalla ricorrenza dei 90 anni, un anniversario importante, in cui celebrare un simbolo, un sogno a tinte rosa che dà vita ai sogni dei giovani su due ruote. La carovana del Giro attraversa la penisola, da grandi città a piccoli borghi, regala momenti di felicità. Il ciclismo lo ami se lo capisci, se almeno una volta nella vita decidi di andare ad attenderlo ai bordi di una strada in montagna, possibilmente si aspetta per ore per vivere un solo istante che però pizzica il cuore per sempre. È un calendario il Giro, dove i giorni sono tappe memorabili o terribili. Tra le manifestazioni sportive più rappresentative d’Italia, è anche una festa popolare che unisce sotto il segno della bellezza e che affonda le sue radici in un passato in cui era il vero sport nazionale.. Come scriveva Buzzati: “La fiaba della bicicletta davvero non tramonterà mai”.

Chiara Dessì

Curiosa di natura, la voglia di scoperta mi ha portata a studiare Giurisprudenza a Roma. Considerando quanto piccola sia la mia amata Corleto Monforte, andare sulla Luna non sarebbe tanto sconvolgente. Da Fellini a Cenerentola, da Puccini a Vasco: amo l'arte ed il bello, in qualsiasi forma. Non chiedetemi come faccia a trovare del bello anche in migliaia di pagine di Procedure: vado dove mi porta il cuore.

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