Milano: da “grey” a “green city”

Sono passati 18 anni dalla Legge Sirchia che bandì il consumo delle sigarette all’interno dei locali e oggi ci si chiede se l’Italia sia pronta a fare di più. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ci crede, e il “Regolamento per la qualità dell’aria” approvato nel novembre scorso ne è la dimostrazione. Il 19 gennaio infatti, Milano è diventata la prima città italiana a vietare la possibilità di fumare all’aperto nelle aree pubbliche.

Il Regolamento per la qualità dell’aria e le sigarette

Con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 56 del 19/11/2020, è stato approvato il Regolamento “antifumo” che ha portato coattivamente la questione dell’inquinamento globale nella vita di ogni cittadino milanese. Un gesto apparentemente insignificante come l’accensione di una sigaretta è tra le cause del fenomeno dell’inquinamento, che oggi costituisce una vera e propria emergenza. A confermarlo sono i dati secondo cui fumare una sigaretta comporta il rilascio di circa 14 gr di anidride carbonica nell’aria, oltre ad altri gas serra come metano e ossido di azoto. Un’analisi importante se si pensa ai quasi 10 mln di fumatori presenti in Italia, nonostante la rinuncia al tabacco da parte di 630mila persone (1.4 % in meno) durante il lockdown. Per questo, il Regolamento prevede il divieto di fumare presso fermate dei tram, parchi, stazioni, stadi, e molti altri luoghi pubblici di Milano, salvo il caso in cui non ci sia nessuno nel raggio di 10 metri. A rendere il Regolamento proiettato verso il futuro una promessa da parte del sindaco Sala: dal 2025 il divieto di fumo di sigaretta en plein air sarà esteso a tutte le aree all’aperto.


Una rinuncia che vale doppio

Se abnegare la propria voglia di fumare all’aperto sarà utile a combattere l’inquinamento dell’aria, lo sarà anche per quanto riguarda la salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha stilato il proprio Report annuale per la prevenzione e il controllo del tabagismo, ha dichiarato che l’uso di tabacco è responsabile del 25% di tutti i decessi per cancro a livello globale. Il fumo aumenta anche il rischio di malattie cardiovascolari e polmonari. I 10 metri di distanza previsti dal Regolamento come misura preventiva sono quindi giustificati dal dato secondo il quale oltre 1 milione di persone muore ogni anno per l’esposizione al fumo passivo. “Si tratta di misure che hanno un duplice obiettivo”, ha dichiarato il Comune di Milano lo scorso novembre. Il divieto aiuta a ridurre il Pm10, o meglio le particelle inquinanti nocive per i polmoni, così da salvaguardare la salute dei cittadini difendendola dal fumo attivo e passivo nelle aree pubbliche.


E le sigarette elettroniche?

Molti consumatori di sigarette elettroniche (e-cig) si sono chiesti se il suddetto Regolamento riguardasse anche loro. La risposta è negativa. L’e-cig, che permette di inalare vapore aromatizzato contenente quantità variabili di nicotina, evita la combustione del tabacco e i danni a essa correlati. Per quanto recenti studi abbiano riscontrato che l’uso e consumo della sigaretta elettronica riduca soltanto la possibilità di problemi cardiovascolari, data la minore quantità di nicotina, il comune di Milano ha voluto escluderle dalle misure restrittive. Al contrario dell’Idroscalo, che non rientrando nel territorio comunale di Milano in senso stretto bensì a cavallo tra quelli di Segrate e Peschiera Borromeo, estenderà dall’8 febbraio le misure restrittive anche ai consumatori di sigarette elettroniche.


Le altre disposizioni del Regolamento

Sebbene il divieto circa il consumo di tabacco abbia avuto una copertura mediatica maggiore, all’interno del Regolamento ci sono altre disposizioni a tutela dell’aria della città di Milano, come l’obbligo:

  • per tutti i punti vendita di carburante di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica entro il 2023, presentando il progetto entro il 2022.
  • circa gli esercizi commerciali di tenere le porte chiuse entro il 1° gennaio 2022.
  • per i forni delle pizzerie di diventare di “classe A1” a partire dal 1° ottobre 2023.
  • di evitare di fare fuochi d’artificio e barbecue fra tra il 1° ottobre e il 31 marzo, in vigore già dall’anno in corso.
  • di non utilizzare gasolio, a partire dal primo ottobre del 2022, anche negli impianti di riscaldamento già esistenti. In caso di impossibilità tecnica a rinnovare l’impianto, occorre presentare una relazione tecnica che ne dimostri l’impedimento.


Una rivoluzione green

È indubbio il fatto che un mero Regolamento non basti per cambiare la mentalità e le abitudini delle persone, neanche se questo prevede sanzioni da 40 a 240 euro per chi lo violerà, ma è sicuramente la strada giusta da percorrere per provare a respirare un’aria nuova, e in questo caso più pulita. Così Milano, da sempre considerata una delle città più grigie d’Italia per inquinamento e smog, si candida a entrare a far parte della cerchia delle “green city” proprio come Tokyo o New York, da grande metropoli qual è anch’essa.

Francesca Oddi

Giurista in Erba, domiciliata in un comune in provincia di Roma con vista mare. Amo tante cose che a scriverle qui non si finirebbe più, ma che si possono riassumere così: "Le passioni sono come i fiori: vanno annaffiate" Di me dicono che sono una persona organizzata, ma vi farei vedere la mia agenda. Da quando sono qui alla LUMSA ho preso per mano questo magazine che è cresciuto con me, e a quanto pare ne sono il caporedattore. Per conoscermi meglio: leggimi

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