700 anni dalla morte di Dante: la Commedia tra il divino e il digitale

Il 25 marzo di 721 anni fa Dante Alighieri, personaggio autobiografico al centro della “Divina Commedia”, incontrava le tre fiere all’inizio del suo viaggio ultraterreno. La famosa “diritta via smarrita” lo avrebbe portato ad attraversare Inferno, Purgatorio e Paradiso, fino al raggiungimento dell’espiazione dei peccati e della contemplazione di Dio. Dante è da sempre un’icona, il Sommo Poeta che ha concepito e ci ha donato un’opera che oscilla tra il reale e l’immaginario, la lode e la denuncia dei suoi tempi, un mondo ideale che, anche dopo molti anni, riesce sempre a colpirci e a farci riflettere. Proprio per questo motivo il MIUR a partire dall’anno scorso ha deciso di istituire il 25 marzo come giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, quale simbolo della cultura e della lingua italiana. 

In vista di questo nuovo appuntamento nazionale, tantissime associazioni e scuole come La Crusca o la casa editrice Sei hanno progettato iniziative e manifestazioni in onore del “Divin Poeta”. Anche la LUMSA, che da sempre celebra Dante con un vasto repertorio di progetti, quest’anno non si tira indietro. Infatti, il Dipartimento di Scienze Umane ha avviato un progetto, la “Digital Commedia“, che immagina Dante protagonista di un nuovo smarrimento. Riuscirà il poeta a cavarsela nell’era digitale e a ritrovare se stesso tra la contemporaneità e la rete dei social media?

In occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri, ho avuto la possibilità di intervistare il Professore Paolo Sordi, docente del Dipartimento di Scienze Umane presso la Lumsa, nonché responsabile e curatore del progetto “Digital Commedia”.

In cosa consiste nel dettaglio il progetto “Digital Commedia“?

La “Digital Commedia” è una rilettura contemporanea della “Divina Commedia”: Dante, questa volta, si ritrova smarrito in una selva oscura della contemporaneità e intraprende un viaggio negli Inferi della società delle piattaforme digitali. Il racconto della nuova “discesa” si articola tra web e profili social, in una narrazione che sfrutta le potenzialità transmediali della rete così come sfrutta la possibilità di usare mezzi e linguaggi diversi (parola scritta, immagini, video, suoni) per (e in) uno stesso testo. 

Come è nata l’idea?

Alla base c’è una necessaria riflessione su come stia cambiando la letteratura con la rete e i social media. Siamo tutti testimoni di una esplosione del ‘letterario’: i social, e il network effect dei social, non fanno che potenziare i motivi che ci spingono a raccontare e raccontarci, così come quelli che ci spingono a consumare storie, seppure brevi, seppure frammentate. La sfida è capire se online sia ancora possibile recuperare ampiezza, totalità e universalità della narrazione. In questo senso, un’opera letteraria come la “Divina Commedia”, che prima e più di altre ha concepito, elaborato e raccontato un mondo virtuale, al di là del mondo fisico, eppure reale e percepibile in sé, è un punto di riferimento naturale per un tempo in cui la società vive connessa in pianta stabile a un mondo immateriale, eppure altrettanto reale e percepibile in sé.

Il progetto presuppone un parallelismo tra la “Divina Commedia” e la nostra realtà del XXI secolo? Secondo lei è realmente un’opera che richiama l’attualità, eterna nel tempo? È d’accordo con chi pensa che Dante sia stato un visionario, precursore dei “difetti” dei nostri tempi?

La “Commedia”, come ha scritto qualcuno, è un’opera enciclopedica che abbraccia tutte le declinazioni del reale, presente e passato, storia e leggenda: come per tutte le opere che attraversano il tempo, penso sia scorretto porre la questione nei termini di ‘attualità’ o ‘visionarietà’. I temi della letteratura, così intimamente legati ai miti delle origini, mantengono un potere durevole, soggetto a una continua palingenesi, certo, data dai contesti storici, economici, sociali e culturali di ricezione delle opere, ma è un potere invariante nell’essenza.

La rilettura in chiave moderna è direttamente ispirata a 10 celebri Canti dell’Inferno dantesco. Dante incontrerà gli stessi personaggi presenti all’interno della Cantica? O anche i protagonisti della “Divina Commedia” saranno rivisitati? 

Tutti i personaggi della “Digital Commedia”, compresi i dannati, sono ‘liberamente ispirati’ all’opera di Dante. A cominciare dalla guida del Sommo Poeta, che nel nostro adattamento è Tim Berners-Lee, l’inventore del world wide web.

Cosa pensa dell’istituzione del “Dantedì” il 25 marzo? Come celebrerà la giornata la “Digital Commedia“?

Tutte le celebrazioni che, come in questo caso, non si limitano a commemorare un simbolo ma si interrogano sul senso della sua permanenza sono un’occasione per guardare al futuro piuttosto che al passato. La “Digital Commedia” festeggerà la giornata pubblicando i suoi primi due episodi. Per ora, sui canali Instagram e Facebook è possibile seguire il making of.

Giulia Rugolo

Studentessa di giornalismo, MUN Director in United Network, amante di libri, musica, pattinaggio. Scrivo per respirare il cambiamento.

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