“L’oca in quarantena”: tre studenti Lumsa inventano un gioco per insegnare le regole ai bambini

Al tempo del coronavirus, delle mascherine e del distanziamento sociale, su genitori e insegnanti incombe un compito gravoso: quello di far comprendere ai più piccoli l’importanza di rispettare le regole di precauzione e gli accorgimenti da adottare per tutelare la salute. Quale modo migliore di spiegarlo, se non attraverso il gioco? Non a caso i pedagogisti definiscono il gioco come “momento privilegiato dell’educazione” dei bambini per far conoscere loro il mondo, comprendere il valore delle regole, stare con gli altri, gestire le proprie emozioni.

In questa logica la professoressa Paula Benevene, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università Lumsa e tre studentesse del corso di laurea magistrale in Psicologia – Maria Vittoria Bigliardo, Mirifique Icyimanishaka e Paola Mazzarone –  hanno ideato e realizzato “L’oca in quarantena”, un gioco e strumento educativo, rielaborazione del notissimo “Gioco dell’oca”, per far comprendere ai più piccoli, attraverso il divertimento, le regole da osservare per contrastare la diffusione del virus: dall’uso delle mascherine al distanziamento sociale, dal lavarsi spesso le mani all’evitare gli assembramenti.

Paola Mazzarone è una delle tre studentesse della Lumsa che hanno ideato e realizzato il gioco.

Come e quando è nata la vostra idea?

“L’idea è nata durante la fase più difficile della quarantena. Eravamo tutti chiusi a casa e avvertivamo la necessità di creare qualcosa che potesse aiutare i bambini e le famiglie a sopportare questi momenti di crisi e di isolamento. L’idea è stata lanciata dalla professoressa Benevene ed immediatamente accolta da noi studentesse e dal grafico Mario Libera, che ci ha regalato i suoi disegni”.

Qual è lo scopo del gioco e quali sono le regole?

“Il gioco segue il tradizionale meccanismo del Gioco dell’oca. Ogni casella presenta testi, ed eventualmente disegni, che riguardano nozioni e comportamenti virtuosi (che permettono al giocatore di avanzare) o pericolosi (che invece fanno retrocedere il giocatore). Vince chi arriva primo al traguardo finale, ma attenzione: il giocatore che lancia il dado e arriva al traguardo superando l’ultima casella, deve tornare indietro di tante caselle quante sono i punti che eccedono il traguardo stesso”.

Perché avete deciso di metterlo a disposizione di tutti sul web?

“Abbiamo deciso di metterlo a disposizione di tutti sul web perché abbiamo ritenuto giusto collaborare, nel nostro piccolo, al superamento dello stato di crisi che ci sta coinvolgendo. Le difficoltà non sono state e non sono solo di natura sanitaria o economica, ma riguardano anche l’aspetto psicologico di ognuno di noi”.

Quale è stata la chiave del vostro successo?

“La chiave del nostro successo è stata quella di aver riadattato alla realtà che stiamo vivendo un gioco che per la sua facilità è riuscito a conquistare bambini ed adulti. La simpatia delle immagini e dei testi hanno permesso di incrementarne la diffusione in tempi rapidissimi”.

Avevate mai immaginato che il vostro lavoro potesse avere tanto risalto?

“No, non avremmo mai immaginato che la nostra iniziativa venisse considerata a tal punto da essere pubblicata su testate importanti, compreso il sito del Ministero della Salute”.

Cosa vi resta dopo il momento di celebrità?

“Quello che resta dopo il momento di celebrità è la soddisfazione di aver contribuito, anche se in minima parte, a regalare attimi di spensieratezza alle famiglie. Le mail ricevute da tante mamme, che ci ringraziano, ci spingono a migliorare sempre di più e a lavorare con maggiore impegno per contribuire al benessere sia individuale, sia sociale”.

Miriam Martoriello

Siciliana dal cognome napoletano ma romana d’adozione, viaggiatrice e curiosa delle bellezze del mondo. Studentessa di Giurisprudenza, amante della natura, della letteratura, della musica e del teatro, accumulatrice seriale di libri. Credo fortemente nella corretta informazione come strumento per combattere l’ignoranza.

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