Un teatro in cerca di pubblico

L’impatto dell’epidemia

Rinvii, riprogrammazioni, cancellazioni, tutto a data da destinarsi anche per il mondo dello spettacolo. I grandi teatri devono fare i conti non solo con i mancati incassi della stagione invernale, ma con le rassegne estive pericolosamente in bilico. Per chi lavora nel mondo del teatro – sia di prosa che di lirica – il sipario abbassato per l’emergenza sanitaria significa niente lavoro. In questi mesi il teatro ha sofferto non il virus in sé, ma il silenzio da cui è avvolto. Forse dimenticandosi che, oltre a regalare emozioni, garantisce lavoro a migliaia di persone. Sono stati i primi luoghi a chiudere, insieme ai cinema, e saranno gli ultimi a riaprire. Gli operatori dello spettacolo non sono dei privilegiati, anzi. Sono infatti tra le categorie maggiormente colpite dal Covid-19: ci sono i “fortunati” in cassa integrazione, quelli che lavorano in smart working e quelli che, invece, sono precari e dunque con contratti spesso legati alla durata dello spettacolo stesso. Il settore ne esce distrutto più di quanto lo fosse prima, infatti prima del lockdown si erano registrati numeri drammatici. Figuriamoci ora.

Nuovi scenari

Una norma contenuta nel DPCM che dallo scorso 18 maggio regolamenta le prime riaperture stabilisce che dal prossimo 15 giugno potranno riprendere concerti dal vivo e spettacoli teatrali all’aperto, nel rispetto delle regole di distanziamento sociale e di igiene personale. La valutazione è stata fatta sulla base dei dati epidemiologici, su quanto proposto dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, sull’impatto che la riapertura di teatri, cinema e musei potrebbe avere.

Le opportunità del digitale

In un momento così delicato per tutto il mondo dello spettacolo, privato dei classici paradigmi di spettacolo “dal vivo”, al fine di evitare che s’interrompa la connessione empatica con la gente, il settore si è reinventato dando vita a nuove forme di intrattenimento digitale. L’emergenza Covid-19 ha dimostrato come sia possibile fare teatro e performance online pur consapevoli che il teatro sia qualcosa di vivo, che avviene nel presente tra persone che si incontrano, condividendo un tempo, uno spazio. Questa iniziativa, in cui artisti offrono gratuitamente “spettacoli digitali”, vuole essere un’occasione per testimoniare che il teatro continua ad abbracciare il suo pubblico, sperimentando un nuovo modo di stare insieme. Il web è diventato così un grande contenitore che ci permette, così, di cancellare le distanze geografiche e che ci permetta di godere diversamente del teatro che amiamo. È quindi in questo modo che il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro la Fenice di Venezia e il Teatro alla Scala di Milano hanno riproposto sul proprio sito ufficiale alcuni degli spettacoli più interessanti andati in scena negli ultimi anni, altri invece hanno trasmesso rappresentazioni in diretta Instagram o Facebook, hanno messo in scena monologhi recitando Shakespeare o Pasolini.

Aspettando la normalità

In un periodo in cui il nostro Paese si ritrova ad uscire da una “Fase 1” che ha fatto registrare numeri drammatici, la speranza è quella di tornare ad una normalità in cui il concetto di “dramma” si associ soltanto ad una storia emozionante, raccontata su un palcoscenico in cui gli attori possano di nuovo, finalmente, udire gli applausi scroscianti del loro pubblico.

Chiara Dessì

Curiosa di natura, la voglia di scoperta mi ha portata a studiare Giurisprudenza a Roma. Considerando quanto piccola sia la mia amata Corleto Monforte, andare sulla Luna non sarebbe tanto sconvolgente. Da Fellini a Cenerentola, da Puccini a Vasco: amo l'arte ed il bello, in qualsiasi forma. Non chiedetemi come faccia a trovare del bello anche in migliaia di pagine di Procedure: vado dove mi porta il cuore.

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