Antigone, questa volta no

Il Covid19, appartenente alla famiglia dei Corona Virus, ha colpito così tante persone nel nostro paese da costringere il governo ad emanare un decreto che afferma che tutti devono obbligatoriamente rimanere all’interno delle proprie abitazioni, per evitare l’aumento di contagi e di conseguenza salvaguardare la salute di tutti.

Mi viene da pensare agli antichi Greci e alle pandemie che anche loro hanno dovuto affrontare. Le consideravano come una punizione divina inflitta a causa di qualche grave colpa commessa dagli uomini, anche se oggi sappiamo perfettamente che non sono delle punizioni divine e che colpiscono gli uomini a prescindere dalla loro condotta.
Mi viene inoltre in mente il tempo in cui Giovanni Boccaccio scrisse il suo celebre “Decameron”, prezioso documento sociale della pestilenza che infettò la città di Firenze.

Tutto ciò mi fa rendere conto del fatto che questa non è di certo la prima volta che il mondo deve affrontare e cercare di sconfiggere una pandemia, ma per tutti noi rimane comunque una situazione surreale.
Un altro riferimento che mi viene in mente riguarda la figura e la storia di Antigone. Personaggio maestoso della letteratura greca, la vicenda che la riguarda ci induce alla riflessione. Una giovane ragazza che nel momento in cui si rende conto che doveva sottostare ad una legge per lei ingiusta, si appella con estremo coraggio e determinazione al diritto naturale, affermando di non poter obbedire ad una legge giusta per legge ma ingiusta per il suo cuore.

Quanti oggi vorrebbero uscire, correre, scappar via dalle proprie abitazioni verso la libertà che sembra così lontana? Quanti vorrebbero appellarsi al diritto naturale come Antigone?

Antigone ti ho studiata, ammirata, sostenuta, ma questa volta no. Questo non è il momento di seguire il cuore, non è il momento di agire secondo il proprio volere. Questo è il momento di seguire ciò che è giusto per legge, di rimanere a casa, anche se qualcuno non riesce ad accettarlo, perché è l’unica arma che abbiamo attualmente. Dobbiamo rimanere uniti, sostenendoci in questa battaglia. Dobbiamo farlo nel rispetto di tutte quelle persone che ogni giorno combattono in prima linea per noi sacrificando se stessi, da chi ci cura a chi ci permette di avere cibo sulla nostra tavola. Lo so è dura, a tutti manca qualcosa.

Ma personalmente posso dire di aver deciso di rispettare le regole e di vivere la quarantena cercando di pensare alle cose positive: al fatto che in casa ho le persone che più amo al mondo e che quelle che non ci sono fisicamente posso abbracciarle virtualmente con una telefonata, al fatto che invece di chiudermi in me stessa posso riscoprire me stessa, coltivare le mie passioni e studiare. E magari non scriverò un secondo “Decameron” ma sono sicura che farò cose che saranno produttive per me stessa e che mi accresceranno come persona.

Non abbiate paura, non siete soli. Continuiamo a stare a casa e quando ne usciremo e ritorneremo alla normalità apprezzeremo di più e ci lamenteremo di meno. Ci abbracceremo ancora e questa volta non ci lasceremo più.

Serena Truncé

Mi chiamo Serena Truncè, per gli amici Sesi Trunci. Classe ‘97, Crotonese di nascita, porto il mare della mia terra nelle vene. Romana di adozione, porto la maestosità della città eterna nel cuore. Frequento la facoltà di giurisprudenza. Amo il teatro, i libri, i fiori, la musica, il buon cibo e amo scrivere. Lo so, lista degli interessi lunga quasi quanto quella della spesa, scusate. Per saperne di più basta leggere i miei articoli, ogni parola scritta contiene un pezzettino di me.

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