Trigger Warning: cos’è e perchè è utile sui social

Il Cambridge Dictionary definisce il trigger warning (TW) come “una frase inserita all’inizio di un testo scritto o prima di un film, che ha lo scopo di avvertire le persone che durante la lettura o la proiezione si imbatteranno in contenuti che potrebbero recargli disturbo, specialmente se hanno vissuto un’esperienza traumatica.” Infatti, inserire il TW prima di un contenuto che tratta temi sensibili e delicati ha l’obbiettivo di proteggere le persone da disagi, crisi e flashback post-traumatici che sperimenta, per esempio, chi affetto da PTSD (disturbo post traumatico da stress). La manifestazione di flashback si può riscontrare, però, anche nel contesto di amnesie dissociative e disturbo borderline di personalità.

Perché si utilizza il TW sui social 

I social spesso sono utilizzati per diffondere notizie e sensibilizzare gli utenti su temi sociali, attuali, politici, e di cultura generale. Trattare queste tematiche sui media è fondamentale per permettere a tutti di entrare a contatto con contenuti di cui si parla poco e male. Ma è altrettanto pericoloso se si decide di parlarne senza tenere in considerazione i disagi con cui molti di noi lottano ogni giorno. Quali sono dunque i temi delicati ai quali prestare attenzione? Bullismo, guerra, suicidio, morte, omofobia, disturbi alimentari, razzismo, violenza, body shaming, autolesionismo, molestie sono solo alcuni tra i tanti temi sensibili che popolano il mondo dei social. Fare utilizzo del trigger warning è importante proprio per evitare che persone suscettibili o traumatizzate si ritrovino davanti immagini, tweet, post o storie che potrebbero peggiorare le loro condizioni psico-fisiche.

Come usare il TW nel modo giusto

Per spiegare come usare un trigger warning, il modo migliore è quello di fare un esempio. Ammettiamo che viene in mente di scrivere un post o un tweet sul suicidio. Quello che dovrete scrivere è:  “TW // Suicidio”,  “Trigger Warning // Suicidio”, oppure  “Questo post parla di suicidio”.

In questo modo, gli utenti vedranno l’avviso prima di leggere il post per intero e potranno scegliere, in completa autonomia, se andare avanti oppure rinunciare.

PTSD e trigger warning

Molti di voi si staranno chiedendo: come può un avviso prima di un post aiutare chi è affetto da una forma di disagio mentale? Caratteristica principale del PTSD è il fatto che la vittima rivive ripetutamente l’esperienza traumatizzante sotto forma di flashback, ricordi e incubi. Questi fenomeni possono scaturire dal più piccolo dettaglio, come l’ascolto di una parola o la visione di una semplice immagine. Dal punto di vista scientifico, questo accade perché i pazienti affetti da PTSD producono livelli anormali di ormoni coinvolti nella risposta allo stress e alla paura. Il centro responsabile di questa risposta è l’amigdala, una piccola ghiandola endocrina posta alla base del cervello. Normalmente, in situazione di paura, l’amigdala si attiva producendo molecole di oppiacei naturali che riducono la sensazione di dolore temporaneamente. In persone affette da PTSD questa produzione si protrae invece per più tempo, anche dopo la fine dell’evento, causando alterazione dello stato emotivo.

Ecco come un gesto piccolo, che a molti sembrerà banale e inutile, si trasforma in un gesto determinante e significativo, capace di aiutare seriamente qualcuno e rendergli la vita nettamente migliore.

Giulia Rugolo

Studentessa di giornalismo, MUN Director in United Network, amante di libri, musica, pattinaggio. Scrivo per respirare il cambiamento.

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