Intervista in cucina a Irene Volpe, finalista MasterChef Italia 10

La nostra redazione ha avuto il grande piacere di intervistare uno dei concorrenti di MasterChef 10 (MasterChef Italia, il cooking show di Sky prodotto da Endemol Shine Italy, sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su NOW) : Irene Volpe.

Irene ha saputo mostrare durante tutta l’esperienza vissuta una grande personalità, sensibilità e tecnica malgrado la sua giovanissima età. La concorrente approdata in finale, ci racconta attraverso i suoi occhi e le sue emozioni non solo quello che per lei significa il mondo della cucina ma quelli che sono i suoi sogni ed i progetti per il futuro.

Come nasce il tuo amore per la cucina?  

A casa mia si è sempre cucinato e a farlo erano in particolare nonna, mamma, zia… Sono sempre stata circondata da buon cibo e da certe tradizioni e “rituali” durante ogni tipo di festività. A Natale specialmente, mia nonna era solita preparare circa 12, 13 tipologie di biscotti che poi impacchettava in vari vassoi da regalare ad ogni nucleo familiare. Io entravo in cucina e rubavo un pezzetto di pasta frolla ancora cruda, un biscotto caldo appena sfornato, e mia nonna si arrabbiava pure! Le mani in pasta le ho messe per la prima volta realizzando una crostata, con l’aiuto della mia nonnina Iole, con la confettura di susine fatta da lei. Ho un post su Instagram, uno dei miei primi, che mostra la crostata con la ricetta di mia nonna, perché è da lì che è partito tutto: da quel dolce indimenticabile. Dai biscotti sono poi passata a interessarmi ai dolci, al pane e ai lievitati a lievitazione naturale più in generale, per poi approdare al mondo della cucina a 360°.”  

Qual è stato il momento più bello vissuto a MasterChef?

Ho capito che in me si stava muovendo qualcosa quando ho vinto la mia prima prova con chef Flynn, il “Beet Wellington”. Pensavo di andare a casa quel giorno, e invece no, ho vinto la prova. Non ci potevo credere, ma DOVEVO crederci! Anche perché poi sono stata a capo di una bellissima brigata, lavorando alla grande.” 

Riusciresti a descrivere con un aggettivo i tre giudici? quale giudice ti ha colpito di più?  

Tutti e tre i giudici hanno un grande carisma! Non ho una preferenza. Però mi sento di riportare la frase di Chef Antonino Cannavacciuolo della finale “C’è la tradizione, c’è l’innovazione e poi c’è Irene”. Una frase così bella non me l’aveva mai detta nessuno, lo Chef ci ha preso in pieno! 

Quanto e come ti ha segnato l’esperienza vissuta dentro la cucina di MasterChef?  

Come dico spesso, io ho affrontato un percorso dentro un percorso. Al di fuori delle registrazioni e delle prove, avevo le mie battaglie da combattere, le mie vette da scalare. È stato tutto molto intenso, ma proprio per questo è stata una botta di vita, che mi ha trascinato in un turbine stressante, ma meraviglioso, nel quale mi sono accorta di tante, tantissime cose. Ho iniziato ad accettare la mia passione per la cucina, e ora so che voglio fare questo nella vita. Il come e il quando non lo so, ma io intanto cammino, da qualche parte so per certo che arriverò! ” 

Qual è il tuo concetto di cucina?  

La mia cucina si basa sulle emozioni, le mie. Direi che è una cucina introspettiva, che non segue le regole convenzionali. Non mi piace parlare per stereotipi o con etichette. La mia cucina parla di me, delle mie emozioni, della natura, dell’essere umano integrato con la natura, ma che VIVE un’esperienza! Perché andare fuori a cena e mangiare qualcosa che si può preparare a casa? Io voglio creare un’esperienza a tutto tondo. L’ideale sarebbe anche un accompagnamento visivo e musicale di un certo tipo. Un museo di sapori! Questo non significa dimenticarsi delle proprie radici, anzi! Prendere la tradizione, reinterpretarla attraverso le proprie sensazioni, riportarla nel piatto trasmettendo qualcosa di nuovo, di attuale, che è nel contesto contemporaneo. Chiudo dicendo: viva i vegetali! ” 

Che progetti hai per il futuro?  

Come ho detto in un mio post Instagram di qualche mese fa, io voglio tornare a VIVERE. Questo è il mio progetto per il prossimo futuro: vivere di quello che mi piace, che mi fa stare bene, condividendo ciò che faccio con chi mi segue e apprezza. Ho sempre sognato di avere tante persone con cui condividere me stessa: IRENE. Ed ora posso farlo, e state sicuri che non mi stancherò mai di far uscire fuori dalla mia testa ciò che mi frulla dentro. ”  

Antonio Giulio Maria Fodaro

Scrivo per necessità, con tutto me stesso. Amo la vita, la musica e i lunghi viaggi. Credo nella bellezza, da ricercare nell'arte e dentro l'uomo.

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