Covid19:la crisi del teatro

Il Covid19 ha colpito ed affondato anche il mondo dello spettacolo. Quella del teatro è e continuerà ad essere una vera e propria crisi, nel segno di una pandemia globale che stenta a fermarsi e a dare tregua. Tra tensione di addetti ai lavori e poche attenzioni da parte dello Stato, le polemiche si sovrappongono in uno scenario poco comico ma allo stesso tempo tragico, delineando così un epilogo infelice.

Le ripercussioni

Il teatro nasce come luogo d’incontro, si sviluppa nel corso della storia come centro nevralgico di storia e cultura. Le ripercussioni sono tante: si pensi ai truccatori, agli addetti alle luci, a chi dietro le quinte lavora sodo per regalare quel sorriso che nasce dopo ogni battuta di un comico, quell’emozione che suscita un monologo, emozioni che sembrano ormai troppo lontane. L’industria dello spettacolo, numeri alla mano, è una grande fetta della nostra economia, che produce e dà lavoro a migliaia di persone. 

Teatro in streaming

Lo scenario mondiale ha portato ad eventi inediti. Giorno 7 dicembre è andata in scena ‘’la Prima’’ della Scala, evento imperdibile che da secoli fa parte della nostra storia. L’omaggio a Dante Alighieri ‘’A riveder le stelle’’ ha, per quest’anno, dovuto rinunciare alla classica e appassionata platea. Peculiare la posizione distanziata dei musicisti durante la proposizione del preludio dal ‘’Rigoletto’’ di Verdi, ad occupare quelli che in genere dovrebbero essere gli spazi riservati al pubblico, opera suonata tra plexiglas e mascherine, diretta dal maestro Riccardo Chailly.

Tra incertezza e voglia di tornare in scena

Non sono mancate manifestazioni di dissenso da parte dei lavoratori dello spettacolo, lo scorso 30 ottobre, da Trento a Catania, migliaia di persone sono scese in piazza a difesa dell’articolo 9 della nostra Costituzione, che promuove e tutela la cultura e il patrimonio artistico della Nazione.

Gli interrogativi sono tanti ma la voglia di tornare in scena non è da meno, tante le iniziative social da parte di attori, musicisti e cantanti volte a sensibilizzare la politica ponendo l’accento sulla drammatica situazione che sta attanagliando lo spettacolo in generale.

Tra teatri transennati ed eventi sbarrati da un bel ‘’cancellato’’, l’incertezza regna sovrana, quello che salta all’occhio è la tenacia e la passione di chi porta avanti un solo motto di ‘’dostoevskiana’’ memoria: ‘’la bellezza salverà il mondo’’.Come la fenice rinasce dalle proprie ceneri rigenerandosi, così il teatro da solo si rialzerà, continuando a mettere in scena la vita. 

Antonio Giulio Maria Fodaro

Antonio Giulio Maria Fodaro

Scrivo per necessità, con tutto me stesso. Amo la vita, la musica e i lunghi viaggi. Credo nella bellezza, da ricercare nell'arte e dentro l'uomo.

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