Un muro tra Polonia e Bielorussia: ecatombe delle anime

“Al confine tra Polonia e Bielorussia c’è una situazione migranti senza precedenti, l’Italia e l’Europa intervengano subito per evitare altri morti”. Con queste parole Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia, lancia il suo appello al governo italiano e a Bruxelles. Ipotermia: questa la causa della morte di nove migranti, tra cui anche bambini, nel periodo che va da metà agosto fino a novembre. E 3mila persone, che ancora oggi, si ritrovano sperdute nella terra di nessuno, tra Bielorussia e Polonia. 

Cosa sta succedendo

La situazione è drammatica: da un lato c’è la Bielorussia che sfrutta i migranti per scopi politici e fare pressione sull’Unione Europea per quanto riguarda le sanzioni contro Minsk (capitale della Bielorussia), dall’altro c’è la Polonia che sta approfittando del caos di questi mesi come movente per innalzare un nuovo muro e adottare altre norme di emergenza. Infatti, con le nuove leggi entrate in vigore, per chi entra in Polonia in maniera irregolare non c’è più la possibilità di richiedere asilo politico. Ciò che sta accadendo da mesi è che i migranti partono dal Medio Oriente e arrivano in Bielorussia grazie al governo che concede i visti, per poi restare ammassati in condizioni pietose al confine polacco. Inoltre, il freddo ultimamente sta iniziando ad aumentare e con esso le morti per ipotermia. Poche settimane fa è stato ritrovato senza vita in un bosco anche un bambino di 1 anno.

I provvedimenti dell’UE

L’Unione Europea sta provando in tutti i modi a respingere questa pratica “disumana e illegale”, come ha spiegato Josep Borrell, Alto rappresentate dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Per raggiungere questo scopo, l’UE ha esteso il quadro delle sanzioni contro Minsk. Adesso infatti, si potranno prendere provvedimenti contro individui ed entità che contribuiscono ad alimentare le azioni mosse dal governo di Lukašėnka, Presidente Bielorusso. Tra queste, incoraggiare l’attraversamento illegale dei confini esterni all’UE, fatto che ha messo in grave difficoltà Bruxelles che, per settimane, ha cercato di contenere l’ondata di migranti e asylum seekers in arrivo dalla Bielorussia. 

Il muro

Verso la metà di novembre, il Ministro degli Interni polacco Mariusz Kaminsky ha dichiarato che il nuovo muro sorgerà entro la metà del 2022. “Sarà lungo 180 chilometri, alto 5,5 metri e verranno utilizzate le soluzioni più moderne”, ha detto. Dunque la struttura si estenderà per circa la metà della lunghezza totale del confine tra Polonia e Bielorussia. Il presidente ha deciso di dividere i lavori sul confine su tre turni diversi, per finire il prima possibile. I costi stimati previsti sono 353 milioni di euro.

Germania, Russia e Nato: le varie posizioni

Anche Angela Merkel, cancelliera tedesca, è intervenuta sulla faccenda, attraverso una telefonata di un’ora con Lukašėnka. La conversazione ha avuto come tema principale la necessità di evitare il peggioramento della situazione e di richiedere aiuti umanitari per i rifugiati e i migranti che si trovano sul posto. Anche Mosca ha preso posizione, ponendosi come mediatrice e ordinando al Presidente bielorusso di non interrompere le forniture di gas verso l’Europa, così come aveva minacciato di fare dopo l’annuncio delle nuove sanzioni UE. Infine, Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, ha commentato così la crisi tra Polonia e Bielorussia: “Condanniamo la strumentalizzazione da parte del regime di Lukašėnka dei migranti vulnerabili, inclusi i bambini, con azioni ibride contro gli alleati. Vediamo una situazione molto difficile”. 

Giulia Rugolo

Studentessa di giornalismo, MUN Director in United Network, amante di libri, musica, pattinaggio. Scrivo per respirare il cambiamento.

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