Come sopravvivere all’università

Caro studente, sì, mi rivolgo proprio a te, a te che frequenti il primo o magari il secondo anno di università e stai attraversando il classico periodo da “che ci faccio qui?”, ma mi rivolgo anche a te studente più “anziano”, che nonostante gli anni trascorsi ti senti ancora un pesce fuor d’acqua.

In questa rubrica affronteremo tutti quei temi riguardanti le situazioni che più vi turbano legate all’università e tenteremo di affrontarle e risolverle insieme.

Oggi parliamo dello scenario peggiore che uno studente possa immaginare.

Avete già capito di cosa sto parlando, vero? Ebbene si cari colleghi, mi riferisco proprio al giorno prima dell’esame. Per quanto riguarda la mia esperienza personale posso dirvi che non sono mai riuscita a mantenere la calma e la serenità quando ho dovuto affrontare i miei primi esami. Era un’esperienza che vivevo malissimo ma con il tempo ho capito molte cose che credo possano aiutare chi di voi si ritrova, come me qualche anno fa, in uno status di grande difficoltà. Il giorno prima dell’esame è uno degli ostacoli più duri da affrontare. È il giorno in cui quasi tutti gli studenti si tormentano nella propria abitazione con il pigiama come seconda pelle, tra un “posso farcela” e un “non ce la farò mai”.

Ripetere le cose studiate per mesi appare quasi inutile in quanto avete quella costante sensazione di non ricordare assolutamente nulla. In questo caso, non lasciatevi prendere dal panico come facevo io, fate un respiro profondo, chiudete quei libri e uscite fuori a fare una passeggiata, da soli se in quel momento non sopportate neanche voi stessi figuriamoci gli altri, in compagnia se invece avete bisogno di sfogarvi. O magari se non avete voglia di uscire, fate una pausa e poi semplicemente fate ciò che volete; va bene qualsiasi cosa purché vi faccia star bene, che sia ascoltare della musica o mangiare del cioccolato. Quando, dopo esservi distratti e calmati riprenderete a studiare, vi assicuro che andrà molto meglio.

Per quanto riguarda la notte prima dell’esame, per me è sempre stata tragica. Non dormivo, cercavo di studiare tormentandomi fino a quando crollavo distrutta. Non fatelo, non ha alcun senso. Il giorno dopo non vi sentirete lucidi e tra uno sbadiglio e un mal di testa rimpiangerete di non aver riposato. Cenate tranquilli e andate a dormire presto invece, riposate e ricaricate le energie. E se proprio sentite la necessità di ripetere il programma ancora una volta, impostate la vostra sveglia un po’ prima e fatelo la mattina seguente, dopo una nottata di riposo riuscirete a studiare in modo in modo più sereno.

Ma la cosa più importante che mi sento di dirvi è: quel fatidico pomeriggio, osservando tutti quel libri sulla scrivania e pensando al giorno dopo, non siate troppo duri con voi stessi, non ripetetevi continuamente che avreste potuto fare di più, non date ascolto a quell’amico che non frequenta l’università e vi prende in giro perché dite di avere l’ansia, e soprattutto non la considerate come la cosa peggiore del mondo perché non lo è assolutamente. Siate invece grati di avere la possibilità di studiare, prendete atto del fatto che se andrà male basterà impegnarsi e studiare di più e la volta seguente andrà benissimo, non pensate che i vostri genitori non vi perdoneranno perché vi aiuteranno invece a rialzarvi e vi sosterranno.

Molte volte, il giorno prima dell’esame mi è capitato di pensare: “E se non dovessi superarlo?” “E se mi laureo in ritardo?” La risposta che mi sono data ve la propongo come punto di riferimento a cui aggrapparsi quando tutto sembra andare male: siate forti e coraggiosi, credete in voi stessi, non sarete mai in ritardo ma sempre e solo nel vostro tempo. Quando lo capirete, quel giorno prima dell’esame che tanto vi faceva paura lo affronterete con il coraggio e la tenacia che vi contraddistingue.

Serena Truncé

Mi chiamo Serena Truncè, per gli amici Sesi Trunci. Classe ‘97, Crotonese di nascita, porto il mare della mia terra nelle vene. Romana di adozione, porto la maestosità della città eterna nel cuore. Frequento la facoltà di giurisprudenza. Amo il teatro, i libri, i fiori, la musica, il buon cibo e amo scrivere. Lo so, lista degli interessi lunga quasi quanto quella della spesa, scusate. Per saperne di più basta leggere i miei articoli, ogni parola scritta contiene un pezzettino di me.

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