Informazione scientifica: chiarezza e trasparenza. Intervista alla giornalista Battifoglia

Da diverso tempo stiamo convivendo con Covid-19, che ha stravolto le nostre vite costringendoci a rimanere a casa, allontanandoci dai nostri amici e da tutti i luoghi di svago.

Il settanta per cento delle aziende sono chiuse, non si può nemmeno uscire se non per recarsi al lavoro (ma solo nei casi in cui non lo si possa fare da casa), per assoluta necessità o per motivi di salute, e non sappiamo quando potremo ritornare alla vita normale, almeno parzialmente.

Ma l’informazione non sempre la capiamo e perciò talvolta ci capita di comportarci esattamente al contrario di quanto è prescritto ed è ragionevole fare. In questa intervista parleremo di informazione scientifica anche riferendoci a un caso specifico, per cercare di capire cosa porta la gente a seguire persone incompetenti e inaffidabili. Ci riferiamo in particolare al caso Life 120 di Adriano Panzironi che, durante numerose dirette della trasmissione “Non è l’arena” condotta da Massimo Giletti, in onda su La 7 la domenica sera, promette addirittura di guarire alcune malattie in realtà incurabili. Nonostante Panzironi sia stato al momento sospeso dall’ordine dei giornalisti e criticato dall’ordine dei medici e da altri ordini professionali, le sue teorie sono direttamente accessibili, per chi ne fosse curioso, sul sito Life120.it.

Di tutto questo abbiamo parlato con Enrica Battifoglia, giornalista scientifica dell’agenzia Ansa, la maggiore agenzia giornalistica italiana, che ci ha fornito alcune delucidazioni.

Abbiamo visto che il susseguirsi delle informazioni, e soprattutto dei decreti del Presidente del Consiglio, in diverse situazioni hanno ottenuto l’effetto opposto: chiude la Lombardia, invasione delle stazioni per scappare al Sud; non sono possibili i colloqui con gli esterni nelle carceri, rivolta nelle carceri. Com’è possibile questo?

Tutti sappiamo che l’informazione in generale ha delle regole, ma nel caso della comunicazione del rischio è cruciale rispettare la massima chiarezza e la trasparenza.  Bisogna mettere l’accento su concetti molto difficili da accettare, primo fra tutti l’incertezza. Nella cronaca, per esempio, si cercano risposte certe; ma l’informazione scientifica è incerta, la scienza non dà certezze. Per esempio, in questo periodo nelle conferenza stampa della Protezione civile vengono presentati i dati sull’epidemia di Covid-19 aggiornati quotidianamente, ma questi hanno un significato diverso quando vengono analizzati da ricercatori come fisici, matematici. La loro interpretazione dei dati giornalieri va infatti al di là della cronaca in quanto dati che a prima vista possono indicare un brusco aumento o un declino possono invece corrispondere a delle fluttuazioni statistiche. Nell’ambito dell’informazione scientifica i termini devono essere usati con precisione, bisogna pesare bene le parole: chiarire ad esempio che col picco inizia la discesa, che il plateau continua a indicare una situazione critica, che la decrescita non può essere un dato apprezzabile in un singolo giorno. Il pubblico non è abituato a non avere certezze e le autorità tendono a comunicare facendo delle asserzioni, ma in particolari contesti di emergenza nei quali il livello di incertezza è molto elevato, come i terremoti o la pandemia che stiamo vivendo, ai fini della comunicazione potrebbe essere più efficace comunicare l’incertezza.

Vorrei parlare con lei anche di un altro caso di cui molto si sta discutendo in questo periodo grazie alla trasmissione “Non è l’Arena” di Massimo Giletti su La7. Mi riferisco al giornalista Adriano Panzironi, che di recente è stato sospeso dall’ordine dei giornalisti ed è stato denunciato dall’ordine dei medici per esercizio abusivo della professione medica oltre che da altri ordini professionali. Il giornalista ha dato vita, dopo numerose ricerche assieme al fratello Roberto, a Life120, un sistema che, a suo dire, con una dieta e diversi integratori, consente di guarire da malattie gravi e al momento non curabili e vivere appunto 120 anni, ma ha contro tutti i maggiori professionisti del campo. Com’è possibile che la gente segua persone che non hanno una laurea in medicina piuttosto che la medicina ufficiale?

Non è la prima volta che succede: è già accaduto con le vicende Di Bella e Stamina. Si credeva che si potesse guarire dai tumori senza fare la chemioterapia, che invece era l’unica cura per uscirne. Purtroppo in Italia dobbiamo fare i conti con un tasso di analfabetismo funzionale molto elevato. Casi come quello che ha citato mostrano come in molti casi si tenda a seguire chi dice quello che ci si vuole sentir dire, anche se non corrisponde al vero. Per fornire un’informazione corretta bisogna sempre indicare le fonti da cui si prendono le notizie: chi dice cosa. L’informazione scientifica dev’essere, per così dire, di “denominazione di origine controllata”, come i prodotti alimentari per intenderci. Bisogna educare la gente in maniera profonda, radicale, cosa che richiede molto tempo, e impegno.

Barbara Navazza

Sono laureata in scienze della comunicazione indirizzo giornalismo e attualmente sono iscritta per secondo titolo a giurisprudenza sempre alla Lumsa. Ho molti interessi tra cui fotografia, viaggi, diritto, cronaca (a eccezione dei gossip)... ex volontaria di ambulanza pronta a ritornare

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