La solitudine della Regina

”Sua Maestà Elisabetta Seconda, per Grazia di Dio, del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, e dei Suoi altri Reami e Territori, Regina, Capo del Commonwealth, Difensore della Fede”

“Lillibet”, ormai una donna sola

A pochi giorni dai funerali del Principe Filippo di Edimburgo, consorte della Regina Elisabetta, la stampa e il grande pubblico si domandano quale sarà il futuro della Monarchia inglese. L’attenzione non si concentra solo sulla monarchia come istituzione ma anche sulla regnante, che è apparsa sola e malinconica. Per la prima volta Elisabetta ha mostrato al mondo la persona e non solamente la figura istituzionale. La Regina non ha voluto rinunciare a mostrare sé stessa nel dolore: ha scelto un cappello ampio che la proteggesse dagli sguardi, perché potesse liberamente dare spazio alle lacrime con dignità; si è mostrata sola, ripiegata su sé stessa, senza vergogna, vivendo il dolore in maniera intima e riservata.

I dolori di casa Windsor per Elisabetta

Il destino ha voluto riservarle un dolore doppio: la morte di Filippo e il suo compleanno a pochi giorni di distanza. Certamente i sentimenti di solitudine e di tristezza accompagnano questa donna nell’alternarsi delle figure di ruolo politico e di moglie, ormai vedova. A ciò si aggiunge l’inquietudine sulla gestione del futuro del regno. Scandali e tensioni familiari, dubbi sull’erede al trono, gestione della Brexit e dei rapporti con Boris Johnson, primo ministro inglese, sono solo alcuni dei problemi aperti che la sovrana deve affrontare per la prima volta da sola, durante una Pandemia.

La forza e la tenacia di una sovrana

Ciò che colpisce di questa persona è senza dubbio la forza di volontà: la camminata solitaria verso la Cattedrale di una “nonna” di novantacinque anni dimostra ancora una volta al mondo intero il commitment di Elisabetta per l’investitura ricevuta. La capacità di separare “Lillibet” da Sua Maestà, è incredibile: l’età non ha indebolito The Queen.

Il giusto auspicio

Elisabetta è il sovrano più longevo della corona britannica; il suo regno ha attraversato il tempo, la storia e tante epoche diverse. Accompagnata dal Principe Filippo si è fatta guidare da questi verso il futuro e la tecnologia. Nata ai tempi di Winston Churchill, ha vissuto le Guerre Mondiali come ausiliaria della British Army, ha assistito alla trasformazione dell’impero britannico in Commonwealth, ha spinto la Monarchia verso la modernizzazione, cercando di adeguarsi anche ai cambiamenti della società inglese. Insomma, pur con tutti i suoi difetti ed errori, “Her Majesty” ha certamente svolto il suo ruolo fino in fondo con caparbietà ed abnegazione.

Le spetterebbe, prima della fine, un riconoscimento: il rispetto dignitoso dei suoi familiari che in pochi anni hanno messo a dura prova una Corona che fu sinonimo di grandeur, figlia di Guglielmo Il Conquistatore, Riccardo I “Cuor di Leone”, Enrico VIII, Elisabetta I. Gli scandali a Corte ci sono sempre stati, ma quelli avvenuti negli ultimi decenni stanno seriamente compromettendo la reputazione della dinastia dei Windsor.

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