La Moda sostenibile: che cos’è?

Diamo qualche definizione: la moda sostenibile è un movimento e un processo di promozione del cambiamento del sistema moda che manifesta una maggiore attenzione all’ecologia e alla giustizia sociale. Il cambiamento non è circoscritto all’ambito della moda, ma riguarda più settori tra loro interdipendenti, come quello economico-finanziario, sociale e culturale.

L’industria tessile: i costi

L’industria tessile è una delle più redditizie ma anche una delle più inquinanti. All’anno produce oltre un miliardo di vestiti per un fatturato di 1.500 miliardi di euro. Per la produzione e la manutenzione degli abiti servono enormi quantità di acqua, energia e risorse non rinnovabili. Pensiamo ad esempio alla produzione di un paio di jeans: mediamente serviranno tra i 7 e i 10mila litri di acqua. Ad oggi l’industria tessile non è più sostenibile, per via della grande quantità di energia usata per la produzione, dell’ingente quantità di rifiuti solidi da smaltire, e delle enormi quantità di carburante necessario per il trasporto.

Gli obiettivi della moda sostenibile: un cambiamento possibile?

Per queste ragioni l’industria della moda si sta impegnando in un cambio di rotta, cercando allo stesso tempo di creare nuovo valore e ricchezza. Gli obiettivi della moda sostenibile sono:

– aumentare il valore della produzione e dei prodotti locali;

– prolungare il ciclo di vita dei materiali;

– aumentare il valore di capi di abbigliamento senza tempo;

– ridurre la quantità di rifiuti;

– ridurre i danni all’ambiente creati dalla produzione e dal consumo.

La sfida per rendere la moda più sostenibile richiede un ripensamento dell’intero sistema. “Finora – come osserva la Union of Concerned Researchers – la missione della moda sostenibile è stata un totale fallimento e tutti i piccoli e crescenti cambiamenti sono stati annegati da un’economia esplosiva di estrazione, consumo, sprechi e continui abusi sul lavoro”.

Ci si chiede se una moda sostenibile sia effettivamente un ossimoro: conciliare cioè un settore in costante cambiamento, e legata a modelli di business basati sulla continua sostituzione dei beni, e la sostenibilità. L’apparente paradosso però si risolve se vediamo il sistema moda in senso lato, cioè come un meccanismo che porta a modi di vivere più impegnati su una Terra preziosa e mutevole.


Fast fashion

Per fast fashion intendiamo una produzione dal grande impatto ambientale, è l’approccio attualmente più utilizzato da diversi brand molto popolari, perché implica una produzione massiva di capi di abbigliamento venduti a prezzi molto bassi e distribuiti velocemente. Lo scopo del fast fashion è di attrarre i compratori grazie alla velocità e alla varietà dei capi presentati in negozio. Il fast fashion può anche essere considerato un processo di democratizzazione della moda, un fenomeno che consente a tutti di vestirsi seguendo le ultime tendenze con capi di media fattura senza spendere grandi cifre. Tuttavia, per sostenere questo tipo di produzione spesso il fast fashion sfrutta la manodopera a basso costo.

 

Ognuno può dare una mano

Ognuno di noi può fare la propria parte per degli acquisti più etici: innanzitutto comprando meno, visto che molto spesso acquistiamo abiti che non ci servono davvero e che poi abbandoniamo rapidamente nel fondo dell’armadio; un’altra soluzione è acquistare abiti vintage o second hand dai tanti negozi di abbigliamento usato che danno nuova vita ai capi già in circolazione: acquistarli tramite app e siti online direttamente da venditori privati.

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