Parco nazionale del Cilento: Storia, arte e natura

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è un’area naturale protetta che si estende a macchia di leopardo su una superficie di 181.048 ettari, interamente compresa nella provincia di Salerno. È al secondo posto in Italia per dimensioni, infatti si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell’Appennino Campano-Lucano. Istituito nel 1991, nel 1997 è diventato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO ed incluso nella prestigiosa rete delle Riserve della Biosfera del Programma MAB UNESCO. È l’unico Parco nella classifica di Traveller’s Choice 2021 e nella Top 10 europea di TripAdvisor scelto e votato dai viaggiatori.

Il Parco offre scorci incontaminati di campagna e costa, così come punti d’interesse storico-culturale sbalorditivi, di caratura mondiale.

CILENTO

Cominciamo questo nostro viaggio dal Cilento, fiore all’occhiello del panorama marittimo italiano ed europeo. 

Nello specifico, la Baia degli Infreschi (anche detta Cala degli Infreschi o Punta Infreschi) è un’area marina protetta, situata ad est di Marina di Camerota, la cui bellezza è valsa nel 2014 il premio di spiaggia più bella d’Italia per Legambiente. La piccola cala, raggiungibile tramite un sentiero o via mare, si affaccia sul mar Tirreno ed è piena di grotte ed acque sorgive dal verde intenso.

Il Sentiero degli Innamorati, nei pressi della Scogliera di Marina di Ascea, in località Punta del Telegrafo, è invece un esempio di macchia mediterranea caratteristica del Cilento. Il percorso, dall’impegnativa lunghezza di circa 2 km, e dal dislivello complessivo di 140 metri, costituisce meta perfetta per gli amanti del trekking, ma anche per chi volesse godersi una vista meravigliosa sul golfo di Velia.

La Costiera Cilentana è una zona ricca di luoghi da scoprire, che tra siti archeologici e balneari comprende 11 comuni: Paestum, Agropoli, Castellabate, Acciaroli, Ascea, Pisciotta, Palinuro, Marina di Camerota, Scario, Policastro e Sapri.
Le spiagge del Cilento sono tra le migliori d’Italia grazie al mare sempre limpido, sono infatti ben 12 le Bandiere Blu presenti in questa zona costiera.

VALLO DI DIANO

Dal punto di vista artistico, il Vallo di Diano offre la prova lampante del prestigio delle destinazioni disponibili all’interno del Parco campano. La Certosa di San Lorenzo, anche conosciuta come Certosa di Padula, è patrimonio dell’UNESCO dal 1998. Con i suoi 51mila metri quadrati di superficie, tale Certosa è la più grande d’Europa. Ex monastero, fu iniziata nel 1306 per volere di Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano, e la costruzione proseguì fino al ‘700. Lo stile architettonico è quasi interamente barocco, sono infatti poche le tracce trecentesche superstiti. Il complesso conta circa 350 stanze e, della superficie totale, circa 15.000 metri quadrati sono impegnati solo dal chiostro, il più grande del mondo. Soppressa nei primi dell’800, i monaci furono costretti ad abbandonarla, per poi ritornare alla fine del periodo napoleonico. Nel periodo delle due guerre mondiali, fu utilizzata anche come campo di prigionia.

Le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano uno degli spettacoli naturali più belli del Vallo di Diano. Sono uno dei geositi focali del Geoparco “Cilento” e presentano due unicità: sono le uniche grotte in Italia dove è possibile navigare un fiume sotterraneo, il Negro; sono inoltre le sole in Europa a conservare i resti di un villaggio palafitticolo risalente al II millennio a.C. Data la maestosità delle grotte, sono spesso cornice di spettacoli teatrali.

ALBURNI

I monti Alburni simboleggiano invece il cuore geografico del Parco, popolato da borghi ricchi di storia, tradizione e cultura. Tra i numerosi ricordiamo Roscigno, dove sorge l’antico borgo di Roscigno Vecchia, da alcuni battezzata “Pompei del Cilento” per il senso che trasmette di civiltà assorbita dal tempo, distrutta dalla catastrofe ma viva nei cuori di chi, di generazione in generazione, ne conserva la memoria.

Altrettanto significativa è Corleto Monforte, un borgo la cui particolare conformazione quasi delinea i tratti di una nave che salpa. Il territorio comunale annovera circa 3500 ettari di boschi, la cui particolarità è l’abete bianco. Di grande spessore il Museo Naturalistico degli Alburni, una esposizione permanente di Vertebrati e Invertebrati della fauna europea, particolarmente ricca di reperti di uccelli, mammiferi, crostacei, insetti.

A Sant’Angelo a Fasanella, invece, di grande rilievo è la Grotta di San Michele Arcangelo. L’ingresso è costituito da un semplice portale che, alla base dei due stipiti, presenta un leone ed una leonessa di fattura arcaica. All’interno, oltre alla tomba di Francesco Caracciolo ed al pozzo, si nota una altissima edicola di stile gotico. Sull’altare troneggia la statua in marmo di San Michele Arcangelo. A circa 4 km dal centro abitato e sulla cima di “Costa Palomba” è possibile vedere la sagoma di un guerriero scolpita nella roccia, conosciuto con il nome di “Antece”. Giungendo a Castelcivita è possibile apprezzare le sue meravigliose Grotte le quali, con un totale di circa 4800 m di lunghezza, costituiscono uno dei complessi speleologici più estesi dell’Italia meridionale. Il sistema di cavità sotterranee si apre a 94 m di altitudine, tra le rive del fiume Calore ed il versante sud-occidentale dei monti Alburni, mostrando da subito un suggestivo scenario di gallerie, ampi spazi e strettoie scavati dall’azione millenaria dell’erosione carsica.

 
“…Terra millenaria, memore di canti e storie ormai dimenticate;
Distese di grano e voci di fanciulle perse nel vento.
Terra mia, culla di segreti e antiche mura sei una musa
su uno scoglio col mento tra le mani e lo sguardo perso lontano.
Terra, terra mia, io t’amo…”

  • Poeta cilentano

Chiara Dessì

Curiosa di natura, la voglia di scoperta mi ha portata a studiare Giurisprudenza a Roma. Considerando quanto piccola sia la mia amata Corleto Monforte, andare sulla Luna non sarebbe tanto sconvolgente. Da Fellini a Cenerentola, da Puccini a Vasco: amo l'arte ed il bello, in qualsiasi forma. Non chiedetemi come faccia a trovare del bello anche in migliaia di pagine di Procedure: vado dove mi porta il cuore.

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