Scuola e Covid-19: aumentano i casi di dispersione scolastica

Una ricerca denuncia: record di abbandoni

Lo scorso 22 gennaio il Corriere della Sera ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta sul territorio nazionale avente come oggetto di indagine la situazione scolastica alle medie ed elementari. In particolare, il campione di riferimento ha riguardato 23 città, 12 regioni, 2.800 alunni.

Dalla ricerca è emerso un quadro allarmante, sia in merito al tasso di abbandono della scuola da parte degli studenti, sia in merito alla qualità della loro formazione.

Covid-19 i nuovi disagi

La diffusione del virus Covid-19 ha tristemente contribuito all’aumento dei casi di dispersione scolastica.

Nuovi disagi ed inefficienze, dovute alla diffusione del virus, sono emersi in maniera dirompente nelle vite dei ragazzi e dei propri familiari. Agli abbandoni dovuti a difficoltà individuali degli studenti (quali ad esempio, i disturbi d’ansia generalizzata), a mancate e tempestive diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), a insufficiente e/o inadeguato supporto familiare (scolarizzazione e/o livello di istruzione parentale) hanno fatto seguito nuove scomparse di alunni.

Prima del Covid il precoce abbandono della scuola veniva attribuito a difficoltà economiche delle famiglie, ovvero a problemi di integrazione e inclusione, sia di queste che dei ragazzi (si pensi ai disabili o agli immigrati). Oggi avviene anche per le conseguenze e i disagi della pandemia: quarantena e didattica a distanza (DAD), intermittenza e/o interruzione improvvisa delle lezioni, continua riprogrammazione e cambi della didattica, assenza di insegnanti e del loro supporto nella nuova educazione parentale.

Situazione grave a Roma

La ricerca oltre a riportare le nuove cause di abbandono lancia un grido d’allarme sulla città di Roma; il campione analizzato ha evidenziato un maggior tasso di dispersione nella nostra città, un alunno su tre, contro la media nazionale, un minore su quattro. Alcuni studenti si assentano troppo spesso, altri non riprendono le lezioni; il bisogno di socializzare con i compagni e di ricevere il supporto adeguato nella difficoltà ha spiazzato gli studenti, accelerando disuguaglianze e abbandoni. Ma le preoccupazioni non vengono solo dai ragazzi e dalle famiglie.

Anche i dirigenti scolastici hanno rappresentato la criticità della situazione evidenziando come l’abbandono sia dovuto anche alla diffusione dei contagi fra gli studenti per cause esterne alla scuola. La mancanza di coordinamento tra il programma degli orari di ingresso e uscita differenziati, e gli orari delle corse dei mezzi pubblici, usati dai ragazzi per raggiungere la scuola, ha favorito assembramenti e situazioni a rischio contagio.

Criticità condivise dai sindacati, che hannorichiamato l’attenzione sul fatto che proprio tra gli studenti delle superiori si concentri la quota maggiore di contagi: oltre il il 36% nella fascia 14-18 anni, quella più penalizzata dalla didattica a distanza.

Di fronte alla cruda realtà dei numeri degli abbandoni, e alle difficoltà che stanno incontrando anche i ragazzi che continuano a frequentare, gli esperti iniziano a parlare di debiti cognitivi importanti, con conseguenze gravi per il futuro: forse non è un caso che la scuola sia al primo posto dell’agenda del nuovo Governo.

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