La Virginia dice addio alla pena di morte

Tra le cose che saltano in mente quando si pensa agli Stati Uniti d’America vi è la pena di morte, la modalità più atroce con cui la giustizia americana pareggia i conti con i condannati per i reati più gravi.

Metodi come la sedia elettrica, l’iniezione letale e le camere a gas, che si immagina possano essere usati solo nelle scene dei film, sono rituali consuetudinari in Stati come il Texas, la Georgia e la Florida nei quali, insieme ad altri 34 dei 50 stati americani, è ancora oggi in vigore la cosiddetta Death penalty.

Una svolta epocale

Tra gli Stati più conosciuti per l’adozione di queste barbarie vi era la Virginia, situata nella costa est degli Stati Uniti, la quale detiene il record di Stato con maggior numero di condanne a morte. Basti pensare che secondo il Death Penalty Information Center, la prima esecuzione avvenuta nello Stato risale ai primi anni del 1600 nella città di Jamestown, quando un gruppo di coloni condannò a morte un uomo di origini ispaniche; da allora più di 1.350 condanne sono state registrate.

Tuttavia la storia di questo Paese sta per cambiare per sempre: alla proposta della Camera, a maggioranza favorevole per l’addio alla pena con una votazione di 57 a 41, seguirà l’approvazione del Senato con a capo il governatore dello Stato del Virginia, il democratico Ralph Northam, il quale fin da subito si è dimostrato entusiasta e pronto a firmare tale proposta per tramutarla in legge il prima possibile.

Quale sarà, dunque, il destino dei due detenuti che al momento si trovano nel braccio della morte? La pena di Thomas Porter e Anthony Juniper, entrambi condannati per omicidio rispettivamente nel 2005 e nel 2004, sarà commutata in ergastolo senza possibilità di libertà provvisoria una volta entrata in vigore la nuova legge.

Bisogna davvero toccare il fondo per poter risalire?

Gli avvenimenti accaduti negli ultimi mesi hanno notevolmente influenzato questa decisione accelerandone l’esito. Basti pensare che fino ad un anno fa era impensabile che in Virginia potesse essere abbandonato uno dei pilastri della giustizia del Paese. La spinta al cambiamento è da attribuire ad una nuova attenzione verso le disuguaglianze razziali nel sistema della giustizia penale (la maggior parte dei condannati a morte sono afroamericani e sudamericani) soprattutto in seguito della morte di George Floyd, ucciso tragicamente da un poliziotto nel maggio 2020, e alla diffusione delle proteste Black Lives Matterche hanno sconvolto il mondo intero.

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