1 maggio: mai più morire di lavoro

Il 1° maggio 1886 ebbero inizio delle proteste che si protrassero per 4 giorni in tutta Chicago. I lavoratori, sfruttati dalle 12 alle 16 ore al giorno nella totale assenza di condizioni di sicurezza, chiedevano a gran voce un intervento sui loro diritti. Oggi, a 136 anni di distanza, può dirsi che questa tutela sia stata finalmente riconosciuta?

Ricercando in questi giorni sulle principali testate giornalistiche italiane “1° maggio 2022”  i principali risultati riguardano l’utilizzo del green pass e delle mascherine, e poco altro. Viene da chiedersi come mai il tema dei diritti dei lavoratori, che coinvolge circa la metà del popolo italiano (25.630.000 erano i lavoratori italiani nel 2020, secondo uno studio de “Il Giorno”) abbia una così tenue risonanza.

Potrebbe essere perché siamo stati abituati a credere che, per le morti sul lavoro, vi sia l’assenza di una mano direttamente responsabile (da qui il termine “morti bianche”). Come recita Marco Bazzoni in una poesia riportata al TGR:” Le chiamano morti bianche per evitare che si parli di omicidi sul lavoro. Le chiamano morti bianche, bianche come il silenzio, come l’indifferenza che si portano dietro”.

Le tutele già previste…

Potrebbe essere per via del fatto che, formalmente parlando, nel nostro ordinamento e in quello europeo sono effettivamente previste molte tutele per la classe lavoratrice: dall’articolo 38 della Costituzione allo statuto dei lavoratori del 1970; dal Testo Unico 124/1965 alle Direttive 2000/48/CE e 2000/78/CE, e altre ancora. Tutte queste norme concorrono nell’assicurare ai cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari la tutela per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, quella per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti; e ancora la tutela della salute, della famiglia e per la disoccupazione.

…e la strada ancora da fare

Ma dalla tutela formale a quella sostanziale, la strada è ancora lunga: lo dimostrano i dati riportati da “Ansa” dove si legge che in meno di 60 giorni (gennaio e febbario 2022) in Italia vi sono state circa 120.000 denunce di infortunio, con un aumento del 49.9% rispetto allo stesso periodo nel 2021. Anche gli incidenti in itinere (cioè sul tragitto di andata e ritorno da lavoro) sono aumentati del 26,1%. “Questi incrementi”, si legge nello studio, “interessano tutto il Paese, e […] tra le Regioni con maggiori incrementi si segnalano la Campania, la Liguria e la Valle d’Aosta”.

1° maggio 2022, festa dei lavoratori. Ma per i 1403 morti sul lavoro in Italia tra il 2021 e il 2022, non c’è davvero nulla da festeggiare. Anzi, proprio da quelle “morti bianche” arriva un monito forte. Perché – ha ricordato recentemente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella- “la sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto, una necessità; assicurarla un dovere inderogabile”.

Francesca Belperio

Romana, classe ’01. Sono una giovane giurista con una passione per il giornalismo e i pinguini. Sogno di vivere a New York e nel frattempo mi cimento nel teatro, nella danza e nel campeggio. Determinata, ottimista, riflessiva: il mio motto? “Sorridi alla vita e la vita ti sorriderà”.

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