Addio a Giannina Di Marco, guida esemplare del mondo LUMSA

Il ricordo dell’ex presidente degli studenti

La dottoressa Giannina Di Marco ci ha lasciato lo scorso 25 aprile all’età di 80 anni, dopo aver ricoperto la carica di direttore generale dell’ateneo LUMSA dal 1996. 

Come ha ricordato il magnifico Rettore Francesco Bonini, Di Marco è stata per tutto l’Ateneo testimonianza di servizio creativo, coraggioso e lungimirante. Ha contribuito per trent’anni alla crescita della LUMSA, lavorando sempre con fede limpida e concretamente per la chiesa e per l’università.

Nonostante l’importante ruolo istituzionale che ricopriva, ha sempre avuto a cuore gli studenti dell’Ateneo, sollecitando sempre loro ad una vita accademica quanto più attiva possibile, fondata sui valori della fondatrice dell’Università LUMSA Luigia Tincani. 

Aiko ha intervistato l’ex presidente del Consiglio degli studenti di Roma e Palermo Valerio Campana, che ha ricoperto l’incarico durante l’anno accademico 2019-2020, per raccontare  quanto di importante  Giannina Di Marco abbia lasciato a tutti i ragazzi dell’Ateneo.

Quando ha conosciuto la prima volta la dottoressa Di Marco?

“Ho conosciuto per la prima volta la dottoressa Di Marco al Senato accademico. Per Lei era molto importante il confronto con il presidente degli studenti. Infatti, nonostante il ruolo che ricopriva, seguiva i candidati sin da prima delle elezioni, partecipava allo spoglio e aveva molto a cuore la possibilità di avere un confronto diretto con lo studente che ricopriva tale ruolo. Io ho avuto questa possibilità e ne sono stato molto grato.”

Come si approcciava la dottoressa agli studenti?

“La Di Marco si approcciava agli studenti con molta sensibilità, traspariva molto l’amore e la dedizione che aveva per il suo lavoro e non si tirava mai indietro nel dare consigli agli studenti. Aveva la capacità di lasciare un segno indelebile con i suoi suggerimenti e le diverse prospettive che delineava loro, e questo emergeva molto anche in contesti formali come quello del Senato accademico”

Cosa le ha lasciato di più significativo che porterà sempre con sé, che possa essere di spunto per tutti gli altri studenti dell’università?

“La dottoressa Di Marco mi ha dato la possibilità di credere in me stesso, mi ha insegnato che per guardare avanti è necessario saper guardare indietro ed essere grati a sé stessi per tutte le sfide e i traguardi che siamo stati in grado di superare fino a quel momento. Sono certo che rimarrà per tutto il mondo accademico una fonte di ispirazione, un modello da seguire in grado di rendere l’Università un luogo dove ogni studente abbia la possibilità di costruire la versione migliore di sé stesso”.

A cura di Jennifer Pavia

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