Fukushima: dieci anni dal disastro nucleare

Erano le 14:46 dell’11 marzo 2011 a Okuma quando un violento terremoto di magnitudo 9,0 della scala Richter stravolse le vite di migliaia di persone.

Il “terremoto del Tohoku”, con epicentro in mare e con successivo tsunami, è stato il più potente mai misurato in Giappone e il quarto a livello mondiale. Secondo alcuni calcoli, il sisma avrebbe causato lo spostamento dell’asse terrestre di circa 17 centimetri, tuttavia la conseguenza più tragica di questo avvenimento è stata il “Disastro nucleare di Fukushima Dai-ichi“.

Struttura della centrale

La centrale nucleare di Fukushima fu costruita negli anni sessanta. Era formata da sei reattori di tipo “ad acqua bollente” BWR. Il primo di essi ha cominciato l’erogazione commerciale di energia elettrica ufficialmente nel 1971, per poi terminarla tragicamente proprio nel marzo 2011.

I danni alla centrale causati dal sisma

All’interno di ogni reattore nucleare ci sono temperature altissime, che possono raggiungere le centinaia di gradi e che vengono normalmente gestite attraverso getti d’acqua. Lo tsunami danneggiò questo sistema di raffreddamento. Nonostante i danni, ben due sistemi di sicurezza scattarono per raffreddare l’interno del reattore, ma purtroppo entrambi si incepparono poco dopo, portando la temperatura dei reattori 1, 2 e 3 a crescere in modo incontrollato, abbassando così il livello dell’acqua negli impianti al di sotto dei livelli di guardia.

Subito dopo l’incidente nel reattore 1 si fusero le barre di combustibile, provocando un’esplosione che fece crollare parte delle strutture esterne della centrale. Si stima che siano state rilasciate nel giro di un’ora più radiazioni che nell’arco di un intero anno.

Il giorno seguente vi fu lo stesso incidente nel reattore 3 e la notte del 15 marzo si verificò un’altra esplosione nel reattore 4. Fu il peggior disastro nucleare della nostra epoca dopo Chernobyl.

I danni alla popolazione

L’incidente è stato classificato al massimo grado di gravità della scala “INES” e ha comportato l’evacuazione di un raggio di oltre 30 km. Secondo la stima ufficiale le persone evacuate sarebbero state circa 184.000.

A distanza di tempo dal disastro, una morte per cancro è stata attribuita all’esposizione alle radiazioni da parte del governo.

La popolazione giapponese delle zone prossime al disastro viene continuamente sottoposta a screening: dal giugno 2011 è in corso una campagna di rilevazioni sulla salute della popolazione locale di Fukushima che include l’esame di 360.000 bambini con strumentazione ad ultrasuoni ad alta efficienza, in grado di rilevare anche le più piccole anomalie, e che continuerà per altri venti anni.

I danni ambientali

I danni ambientali, così come quelli economici, furono disastrosi. Si discute ancora oggi sulla decisione del governo giapponese di voler scaricare oltre un milione di tonnellate di acqua radioattiva negli ecosistemi oceanici della costa, dopo un processo di purificazione che però non convince tutti. La cosa certa è che lo spazio di contenimento per le acque contaminate sta per esaurirsi ed è quindi necessario prendere rapidamente una decisione, che si spera essere anche la meno dannosa possibile per l’uomo e per l’ambiente.

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