Mattarella, “Gorizia-Nova Gorica vetrina dell’autentico spirito europeo”

A distanza di qualche anno da Matera Capitale Europea della Cultura 2019, torna in Italia il prestigioso titolo che donerà lustro e investimenti alle città prescelte. Un’iniziativa che ha come obiettivo quello di tutelare e promuovere, oltre al patrimonio culturale, la diversità e l’integrazione delle due diverse città europee: Gorizia e Nova Gorica. Due città gemelle, divise in passato da conflitti e muri, oggi unite dalla cooperazione e proiettate verso il 2025 come Capitali Europee della cultura transfrontaliera di Slovenia e Italia.

Mattarella sulle capitali europee 2025: “Saranno vetrina dell’autentico spirito europeo“

Il 21 ottobre il presidente della Repubblica Mattarella si è recato alla stazione Transalpina, sul confine italo-sloveno tra Gorizia e Nova Gorica, per celebrare la nomina delle due città come Capitali della cultura europea nel 2025 e per ricevere il più alto riconoscimento della repubblica slovena. “Da frontiera di divisione si trasforma in elemento di raccordo e di collaborazione, punto di incontro e di aggregazione capace di generare nuove idee, di essere moltiplicatore di iniziative, di far crescere insieme”, ha detto Mattarella.

Dove c’era un muro, oggi due città unite: Gorizia e Nova Gorica

Nova Gorica viene fondata nel 1947, in seguito ai trattati di pace dopo la Seconda Guerra Mondiale, il confine divise in due la città di Gorizia e la parte est della città fu assegnata alla Jugoslavia.

La città ha vissuto un dramma nel 1947: quando è stata divisa in due. Ci sono state situazioni drammatiche con famiglie che si sono trovate una parte di qua e una parte di là. Però già fine anni ’50 primi anni ’60 a livello amministrativo, ma soprattutto delle associazioni sono iniziati rapporti di amicizia e collaborazione tra le due realtà. Quando io ho abbattuto simbolicamente il muro della Transalpina, era l’ultimo atto di una situazione che stava evolvendo nel tempo, dice l’ex sindaco Vittorio Brancati, promotore dell’abbattimento della rete che fino al 2004 divideva Gorizia da Nova Gorica.

L’abbattimento del Muro di Gorizia

Le due città, separate dal confine italo-sloveno, ora sono unite a seguito dell’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea nel 2004. Piazza della Transalpina, che si trova esattamente sul confine, dove c’era il Muro di Gorizia, è oggi simbolo di pace e cooperazione tra i due paesi.

Ricorda così l’ex sindaco Brancati il giorno dell’abbattimento del Muro di Gorizia: “Una grande emozione, perché non avevamo organizzato una manifestazione, era più un lavoro. Si abbatteva questo muro perché lì poi bisognava fare il 30 aprile la grande manifestazione. Era più un fatto simbolico e organizzativo, perché poi in quella piazza dovevamo organizzare un mosaico. Però quando siamo andati per abbattere la rete, ci siamo trovati con centinaia e centinaia di persone. Alcuni piangevano dalla gioia, un’emozione grandissima, proprio perché non era organizzato, ma la gente comunque viveva quel momento in una maniera straordinaria.”

Due paesi confinanti uniti dalla collaborazione

La nomina delle due città rappresenta un evento eccezionale legato alla continuità territoriale, due realtà separate solo dal confine di Stato, ma che mantengono strettissimi rapporti economici, sociali, lavorativi e culturali.

E’ intanto un segnale di collaborazione, le due città hanno vissuto situazioni drammatiche, quindi anche un superamento delle vecchie contrapposizioni. Ci sono stati parecchi morti con le foibe, ci sono ancora drammi nelle famiglie che non sono dimenticati, certamente è un’occasione di rilancio sul piano economico e culturale delle due città, perché si spera, come è avvenuto a Matera, che ci siano parecchi turisti.”

Un rilancio economico e culturale del territorio

Le città designate dall’Unione Europea hanno la possibilità di mettere in mostra il loro prestigio culturale, ravvivarlo e rilanciare la propria visibilità internazionale. Questi e non solo sono gli obiettivi che si sono prefissati di raggiungere insieme Gorizia e Nova Gorica con la nomina di Capitali Europee della cultura: “Il primo obiettivo è mandare un messaggio molto forte alla comunità europea, l’altro è la speranza di un rilancio economico e culturale. Vorremmo far conoscere sia la nostra storia che il nostro territorio. Stiamo realizzando tutta una serie di piste ciclabili che andranno a collegarsi con la Slovenia. Utilizzando i finanziamenti che saranno a disposizione ci sarà un rilancio per rendere più accogliente il nostro territorio.”

Martina Di Lucca

Ciao, mi chiamo Martina Di Lucca e sono una Sommelier, content creator, blogger e studentessa a tempo pieno. Le mie principali passioni sono la scrittura, la comunicazione e la moda. Le serie tv sono la mia ossessione, così come i passi di danza. Inguaribile romantica e curiosa al tempo stesso, amo tutto ciò che è bello e “Instagrammabile”. Scrivo, fotografo, viaggio, leggo e quando posso riposo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.