Attualità

Giornata mondiale dei rifugiati, dalle origini alla migrazione ucraina

La Giornata internazionale del rifugiato viene celebrata il 20 giugno per commemorare l’approvazione della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ogni anno l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati sceglie un tema per coordinare gli eventi in tutto il mondo.

La campagna Together #WithRefugees di UNHCR

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato UNHCR Italia lancia la campagna Together #WithRefugees per sensibilizzare l’opinione pubblica sul diritto di tutti i rifugiati di essere protetti, chiunque siano e da qualsiasi parte provengano, e ricostruire la loro vita in dignità. Il diritto d’asilo è un diritto fondamentale ma è solo il primo passo; una volta fuori pericolo, i rifugiati hanno bisogno di opportunità, di mettersi in gioco, formarsi, lavorare e contribuire al paese che li ha accolti.

Negli ultimi dieci anni, l’UNHCR ha presentato la richiesta per il reinsediamento in favore di più di un milione di rifugiati. Il reinsediamento è una delle soluzioni migliori per i rifugiati, insieme all’integrazione nella società di accoglienza e al rimpatrio volontario. Grazie a questo strumento, ai rifugiati che non possono rimanere nel Paese di primo asilo, né possono rientrare nel proprio, viene data la possibilità di cominciare una nuova vita in un Paese terzo.

Profughi nel mondo

Nel mondo sono quasi 82 milioni le persone in fuga da guerre, catastrofi climatiche, discriminazioni e persecuzioni. In Yemen i due terzi della popolazione non può contare su nessun servizio sanitario, mentre 18 milioni non hanno accesso all’acqua pulita a causa della guerra iniziata ben 7 anni fa. Per sfuggire agli attacchi centinaia di migliaia di famiglie sono costrette a spostarsi. Non vengono risparmiati gli obiettivi civili: campi profughi, ospedali, abitazioni, scuole, infrastrutture essenziali. La più grave emergenza, tuttavia, è in Siria:  undici anni di conflitto hanno decimato la popolazione e costretto milioni di persone a fuggire. Si sopravvive solo grazie agli aiuti umanitari, mancano infatti le condizioni igieniche di base e non vi è alcun accesso alle scuole, ospedali e infrastrutture idriche essenziali per prevenire la diffusione di malattie come tifo, colera, dissenteria e non ultimo il Covid-19.

In Ucraina

I report dell’Oxfam (confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale) nel mese di Marzo riportano: “Centinaia di migliaia di rifugiati ucraini  si sono ammassati in poche settimane ai confini con Polonia, Romania, Moldavia, Ungheria e potrebbero superare i 4 milioni in breve tempo”. Il viaggio di molti continua poi attraverso l’Europa fino anche in Italia, in particolare in Lombardia ed Emilia-Romagna, dove già è presente una sostanziosa comunità ucraina. I profughi ucraini muoversi in Europa grazie ad un sistema di protezione speciale attivato con una decisione del Consiglio d’Europa. L’obiettivo è introdurre una protezione temporanea. Questo sistema non veniva attuato dal 2001 e in sostanza concede quasi automaticamente l’asilo ai residenti in Ucraina. Vengono garantiti inoltre permessi di soggiorno e permessi lavorativi, alloggio e accesso all’istruzione per i minori. In Ucraina non ci sono solo persone in fuga all’estero: sono oltre 11 milioni gli “sfollati interni” cioè le persone che hanno lasciato le loro città e il loro lavoro restando però nel Paese. 

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